da ognuno secondo le sue possibilità, a ognuno secondo i suoi bisogni (Karl Marx)

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mercoledì 30 aprile 2014

Applausi

Questa è proprio una storiaccia.
Poliziotti che, all'assemblea sindacale del SAP, applaudono all'indirizzo dei loro colleghi, presenti in sala, giudicati responsabili della morte di un ragazzo, se ben ricordo, diciottenne.
Io ho sempre pensato che le mele marce esistessero in ogni tipo di aggregazione e che quattro assassini in divisa non mettessero in discussione il numero molto più alto di rappresentanti delle forze dell'ordine, caduti eroicamente nell'adempimento del loro dovere e oltre.
Per intenderci: non ho mai creduto all' "eroismo" del povero Carlo Giuliani, che ha pagato troppo cara una stupidaggine; nel caso specifico ho pensato che ci fossero responsabilità, caso mai, nella volontà politica di arrivare a uno scontro.
Arrivo perfino a concedere attenuanti, in genere, a chi, indossando una divisa, esagera, negli scontri di piazza ed è a sua volta reiterata vittima di vessazioni, paura, rabbia, adrenalina, aggressioni.
Ma Federico Aldrovandi era un ragazzo ed è stato ucciso da quattro poliziotti senza alcuna apparente provocazione (se pure può esistere una provocazione che trasformi un poliziotto o un carabiniere in un omicida).
E allora quegli applausi, a mente fredda, a sentenza espressa,  fanno vacillare le mie convinzioni.
Secondo la mia teoria, a questo punto, gli stessi colleghi avrebbero dovuto prendere le distanze da un pezzo da coloro che hanno danneggiato così pesantemente la dignità e l'immagine del loro Servizio, da coloro che rischiano, tra le altre cose, di esporli a ulteriori pericoli.
Invece no.
Il SAP sembra ritenere ingiusta la sentenza e chiede verità. Quella che conosco io è che un ragazzo è morto e che quattro poliziotti l'hanno ucciso. Se ce n'è un'altra, di verità, a cui, peraltro,  non sembrano credere neanche i giudici, che il SAP, o chi per esso, la tiri fuori.
Altrimenti si vergogni, e i poliziotti veri facciano qualcosa in fretta per non essere trascinati nella stessa vergogna.
Mi piacerebbe anche che qualcuno mi spiegasse perché poliziotti giudicati responsabili di un reato così grave e infamante non siano stati buttati fuori definitivamente dalla Polizia, ma forse un provvedimento del genere sembra eccessivo in un paese in cui un grande evasore e delinquente si permette di parlare di doveri morali trascurati a suo svantaggio e definisce ridicolo il suo affidamento ai servizi sociali per quattro ore la settimana.
E' vero, tuttavia, che, anche in questo caso, la pena è ridicola, e non mi consola nemmeno l'idea che possa venire inasprita solo a causa del becero atteggiamento di un reo che invece di ringraziare la sua fin troppo "buona stella" per essersela cavata con così poco, si permette ancora di pretendere ulteriori favori.
Ai parenti e agli amici di Fedrico Aldrovandi esprimo tutta la mia solidarietà, così come ai poliziotti, e spero che siano tanti, che si sentono offesi da quell'applauso. 

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