da ognuno secondo le sue possibilità, a ognuno secondo i suoi bisogni (Karl Marx)

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venerdì 30 novembre 2012

Grazie

Ieri ho presentato il mio nuovo romanzo alla Meridiana.
Ringrazio tutti gli intervenuti, Liberodiscrivere, poi Carla, Freddie, Diana, Valentina e Patrizia.
Credo sia stato un incontro piacevole in un posto accogliente; io, almeno, l'ho vissuto così,  e spero che quanti leggeranno  il mio libro passino qualche ora altrettanto piacevole in sua compagnia.

lunedì 19 novembre 2012

Presentazione

Qui di seguito il link al comunicato relativo alla presentazione del mio ultimo libro, il 29/11 alle 18.
Chiunque voglia partecipare è accolto con piacere.
http://www.liberodiscrivere.it/easyNews/NewsLeggi.asp?NewsID=1026

martedì 6 novembre 2012

Eccolo!

E' con grande piacere che annuncio a tutti coloro che passano di qui, che il mio ultimo romanzo, L'INNOCENZA E' LA VIRTU' DEI MORTI,   è acquistabile sul sito dell'editore, Liberodiscrivere (collana Il libro si libera); presso la sua sede di via Invrea 38 Rosso a Genova e, presto, nelle librerie.
E' il mio libro più lungo: un'avventura che supera le 300 pagine. Io che l'ho già letto mi sono entusiasmato per la copertina.
Ho tentato di scrivere una vicenda con più piani di lettura per chi cerca qualcosa di più spesso della solita storia esotica, in più ho adoperato un piccolo artificio tecnico, residuo della originaria veste di sceneggiatura, che spero stuzzichi il lettore.
Che vi devo dire? Compratelo e commentatelo. Ciao.


mercoledì 3 ottobre 2012

Distinguo

Andatevi a vedere il filmato dell'intervista al presidente dei costruttori residenziali di Lecco, esponente PDL, piazzato in carica (sono le sue stentate parole) "dal partito perché sono una persona perbene".
La persona perbene ha parcheggiato la Jaguar (una macchina per ricchi e, quindi, privilegiati)  in un parcheggio per disabili; quando un legittimo titolare del diritto espropriato ha chiamato i vigili che hanno, giustamente, multato la persona perbene, quest'ultima ha tagliato le gomme dell'auto del diversamente abile già soggetto alla sua inqualificabile prepotenza.
Vi basta?
C'è da soffrire ancora.
Questo mentecatto, questo inestimabile pezzo di merda (chiedo scusa ma nel mio lessico non c'è altro di più attinente alla sua condizione) ha sostenuto, sempre nella stessa intervista, di aver commesso "un errore tecnico" e di aver rassegnato dimissioni richieste ma non sentite, su cui, afferma, si potrebbe e si potrà discutere, perché bisogna distinguere: un conto è lo "sbaglio" commesso al culmine di un'incazzatura; altro è la sua gestione dell'associazione che presiede; insomma, in giro ci sono molte altre "persone perbene" che hanno fatto peggio (meglio?) di lui.
Ricavo da tutto ciò due riflessioni.
Primo: è vero a tutti i livelli; se accettiamo i distinguo, vuol dire che ci sta bene che i pezzi di merda continuino a fare i loro porci comodi perché la stronzaggine non è reato.
Secondo: la percentuale di esseri fatti come la "persona perbene" di cui sopra, è inversamente proporzionale alla percentuale di speranza che è lecito mantenere per il futuro di questo Paese.

domenica 23 settembre 2012

Ferie finite

Ferie finite da un pezzo, per la verità.
Dal ritorno, c'è stato il tempo di correggere le bozze del nuovo romanzo.
Adesso ho consegnato e siamo vicini alla pubblicazione di L'INNOCENZA E' LA VIRTU' DEI MORTI.
Non è un noir, questa volta, e non ha Genova come scenario.
Si tratta di un thriller piuttosto internazionale.
Anzi, per dirla in maniera più tradizionale, è un romanzo d'avventura.
Appuntamento alla presentazione. Non dovrebbe mancare molto. 

giovedì 9 agosto 2012

Amici Miei

A volte, navigando nel web, si incrociano le notiziemonicelli, quelle che, se sono autentiche, fanno ridere ma sarebbero da piangere, oppure fanno piangere anche se viene da ridere, fate un po' voi.
Un esempio di questo tipo di news è la passione che si vorrebbe scoppiata tra un celebre fotografo ed esperto di comunicazione e una politica rampante; si, insomma,  Fabrizio Corona e Nicole Minetti; l'informazione,  per quanto succosa,  non è però la migliore degli ultimi tempi.
La più monicelliana di tutte è quella che riguarda Umberto Bossi, che avrebbe dichiarato un traditore Alessandro Manzoni e un mattone I Promessi Sposi.
Ora, a parte che mi stupisco profondamente del fatto che un millantatore, millantato medico, che usciva tutte le mattine da casa con la valigetta per fingere di recarsi all'ospedale a svolgere un lavoro inesistente, mentendo alla moglie che, alla fine, l'ha scoperto nel più banale dei modi: andando a cercarlo sul lavoro, abbia ancora il coraggio di dare del traditore a chicchessia; a parte che mi sorprende il fatto che un ex velleitario cantante, un paesano da bar del profondo nord, uno di quelli che le sparano grosse e gutturali, sappia anche solo che Manzoni Alessandro sia esistito; a parte che questo rozzo individuo dal medio pronunciato e dalla pronuncia turpiloquente (mai sciacquato panni in Arno, il Bossi, tanto meno la bocca) dovrebbe anche accontentarsi del molto che è riuscito ad ottenere da platee evidentemente perfino peggiori di lui e rassegnarsi a una silenziosa ancorché livorosa vecchiaia; mi domando come qualmente sia possibile  che un ignorante di tal fatta, capostipite di prole bocciata non so quante volte all'esame di maturità, prima di essere brillantemente e rapidamente insignita di laurea albanese e, nel contempo, o giù di lì, assumere remunerate cariche pubbliche; mi domando dunque come l'Umba Umba possa ambire pure al titolo di critico letterario.
D'altro canto non vorrei che fosse caduto nell'ennesimo inganno famigliare, che, insomma, lui, di suo, abbia aggiunto solo la parte politica, concernente il tradimento, come una ciliegina sulla torta del giudizio letterario negativo  fornito dal figlio Renzo, ittico virgulto il quale, in quanto membro laureato, potrebbe a buon diritto avere espresso una valutazione che molti studenti hanno condiviso.
Prima di crescere. 

giovedì 2 agosto 2012

Ma perché sempre io?

Ve lo ricordate?
Se non sbaglio, una scritta del genere è stata esibita da Balotelli dopo l'ennesimo attacco della stampa scandalistica inglese a seguito dell'ennesima Balotellata.
Bastava non farla, la Balotellata.
In maniera analoga, sembra che la ministra Fornero abbia detto qualcosa del tipo: "E poi mi chiedo se tutte queste critiche non derivino anche dal fatto di essere un ministro donna"
Tranquilla, Elsa, chiunque, di qualsiasi sesso e colore, avesse avviato la tua riforma delle pensioni, avesse generato il pasticcio degli esodati, avesse reso più facili i licenziamenti dei lavoratori, avesse dichiarato che il lavoro non è un diritto (con l'aggravante di essere ministro del lavoro), sarebbe stato accolto da sonore pernacchie.
Non è perché sei donna, è perché fai delle minchiate che costano tantissimo a tantissime persone.
E' per questo e per la tua età non più giovane e inesperta, per l'importanza della carica che ricopri, e per la tua cultura, che sei molto meno giustificabile di Balotelli quando dici di non capire perché tanta gente ce l'ha con te.

lunedì 16 luglio 2012

quanti pesi e misure?

Sono stati condannati alcuni dei ragazzi che nel 2001 hanno messo a ferro e fuoco la città di Genova.
Pene toste.
Da più parti si invoca clemenza; molti di loro (tutti?) hanno cambiato vita, alcuni sono padri e madri, alcuni operano in attività meritorie.
Ho letto un'intervista al magistrato Anna Canepa, che sostiene la scrupolosità delle indagini e si dichiara certa che nessuno dei condannati sia finito sul banco degli imputati per caso; questa necessità di assoluta certezza  spiegherebbe anche il numero ridotto di imputati.
Sono d'accordo quasi su tutto, compresa la parte finale dell'intervista, quando la Canepa suggerisce di andare a rivedere i filmati di quella tragica giornata del G8.
Genova assistette a un episodio inaudito di violenza collettiva e prolungata, e chi di quella violenza fu parte attiva, da maggiorenne, era pienamente responsabile delle sue azioni.
Giusta la pena e giusta anche la severità.
Peccato che, dei giorni del G8, ci siano anche altri filmati, e che altri processi non si siano conclusi con condanne altrettanto esemplari.
Se è giusto dare otto anni di galera a un ragazzo di vent'anni che spacca vetrine, rovescia macchine, appicca il fuoco, ruba una vespa; quanta galera deve fare un poliziotto che, con l'aggravante di essere tutore dell'ordine pubblico, spacca teste innocenti, tortura, insulta, mistifica, fornisce falsa testimonianza, falsifica prove?
Quanta galera devono fare i suoi capi e mandanti?

martedì 10 luglio 2012

Progetto Eden

Progetto Eden è finito.
Adesso un po' di lavoro di rifinitura, ma con calma. E' Estate e fa caldo.
Magari butto giù qualche altro racconto.
Intanto vediamo che succede del progetto "Audiolibero" e del prossimo romanzo che dovrebbe uscire in Settembre.
Buone vacanze a chi le fa 

venerdì 29 giugno 2012

L'Italia è una Repubblica affondata sul lavoro

L'articolo 1 della nostra Costituzione lo conoscono anche i bambini:
"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro"
Ci sarà un motivo se il lavoro viene citato proprio in apertura, come parte di una sorta di articolo madre, da cui discendono gli altri che, senza di esso, non potrebbero nascere.
E, poco più avanti, l'articolo 4 recita: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto."
Quindi, non solo riconosce, ma promuove il diritto.
Diritto che oggi la ministra Fornero, che, in qualità di Ministro del Lavoro ricopre proprio la carica preposta più di ogni altra emanazione repubblicana alla salvaguardia e alla promozione del diritto medesimo,  nega.
La presuntuosa professoressa forse, oltre alla Costutuzione, dimentica che senza il riconoscimento del lavoro come diritto, non avrebbe senso nemmeno l'esistenza di un Ministro ad esso preposto.
Per la verità, l'idea che Elsa si immaginasse più come un ministro del licenziamento dal lavoro, mi aveva già sfiorato, ma di cantonata in cantonata, mi pare che questa tecnica insigne abbia perso di vista gli scopi, se mai li ha avuti chiari.
Ora, è vero che quando imperava Cialtron Escort, il suo ministro del lavoro era lo sciagurato Sacconi che, tra le altre porcherie, ha tenuto fermi gli operai sotto la mannaia del maramaldo Marchionne, tra l'altro, senza nemmeno vergognarsi di plaudire alla novità dei contratti "contra personas", ma, via, non si potrebbe trovarne uno o una normale? Che almeno sappia che cosa è la Costutuzione, che cosa significa la parola "diritto", che cosa vuol dire "lavoro".
E magari, esageriamo, che conosca anche la fatica di vivere dei lavoratori.

mercoledì 20 giugno 2012

Evviva.

Sembra  che si debba esultare perché, in Grecia, la sinistra ha perso.
In buona sostanza, l'Europa (il mondo?) dovrebbe tirare un sospiro di sollievo perché i politici che hanno contribuito a portare quel paese al disastro, sono di nuovo in sella.
Mi sembra follia, ma ha una sua logica.
Finché il potere delle finanze bastarde e dei mercati maledetti sarà quello che detta legge, ci sta eccome che spinga per la propria conservazione.
In parole povere, una svolta verso un modo diverso di concepire l'Europa andrebbe contro gli interessi di questa Europa, fondata sul profitto e non sulla solidarietà, fondata sul principio, certo non di sinistra, che il guadagno sia svincolato dall'etica, accompagnato dall'idea che la destra ha della meritocrazia: chi è capace deve vivere al meglio delle sue possibilità e chi non ce la fa è destinato a perire.
Il colmo, la beffa oltre il danno è quindi insita nel fatto che a questa situazione di temporanea stabilità nella conservazione (reazione?), dovremmo perfino essere grati perché ci permette di prolungare un'agonia che vede coinvolti soprattutto (esclusivamente?) quelli che non l'hanno meritata.

mercoledì 30 maggio 2012

Dall'acqua nasce l'anima

Si tratta di un concorso letterario nazionale, che ha visto la partecipazione di 260 racconti.
Il mio "Il pozzo e il pneuma" non si è classificato tra i primi tre, ma è stato segnalato tra gli altri dieci meritevoli di menzione e, credo, pubblicazione.
Ne sono contento, e ringrazio i componenti della giuria.
La premiazione il giorno 8 Giugno, alle 18, a Palazzo Ducale, nell'ambito del Festival Della Poesia.
Se passate di lì...

sabato 19 maggio 2012

Assassini vigliacchi

Credo che sia difficile la comprensione delle menti che progettano ed eseguono  un gesto vigliacco capace di uccidere una ragazza di sedici anni, innocente e ignara, davanti a una scuola.
Perché? Per perseguire quale disegno? Non ne esistono di così enormi da superare l'importanza della vita di una ragazzina.
Se mai ha una giustificazione la parola "mostro", penso che la si possa spendere in questo caso terribile; si tratta di un mostro depravato e laicamente sacrilego, che si ciba di sangue giovane e futuro.
Più probabilmente, si tratta di una pattuglia di mostri: alcuni pianificatori con neuroni, altri esecutori privi di neuroni; non riesco nemmeno a immaginare un unico cervello così perverso da pianificare ed eseguire un evento simile.
Ed è vero che fatti del genere, purtroppo, avvengono nel mondo più lontano, nella nostra quasi indifferenza; ma è pur vero che nel nostro Paese non c'è dittatura o guerra dichiarata o instabilità tale da fornire spazio a stragisti di bambini.
Almeno, non c'erano fino ad ora.
E' comunque uno strano Paese, il nostro; capace di indignarsi più per una ventilata tassa sugli animali domestici che per il pasticcio degli esodati o l'ignominia della incapacità di approntare una legge contro la corruzione.
E' un Paese che sembra aver dimenticato come, nel 1993, attentati di mafia contro persone inermi ed edifici simbolici, ottennero che lo Stato si piegasse alla trattativa.
Può darsi che la criminalità organizzata abbia nuovamente qualcosa da chiedere e ricordi, lei sì, che questo è il modo per ottenerla.
Come può darsi che il nostro Paese, mai debole come in questo momento, mai disunito come in questo momento, dal dopoguerra, sia la preda ideale non solo per gli avvoltoi della finanza speculativa, che volteggiano sull'Europa intera, ma anche per i criminali organizzati e cruenti, quelli che, per dirla alla Grillo, "affamano la gente meno della politica", anche se forse ammazzano una ragazza di sedici anni perché nella debolezza dello Stato sanno di poter portare un assalto efficace. 
E potrebbe anche darsi che questo sia un attacco mosso dal terrorismo, che sta ritrovando, anche lui, punti deboli in cui affondare.
Io sono stato alla manifestazione organizzata ieri, nella mia città, contro il delirante attacco ad un uomo indifeso.
Eravamo tremila. Meno di quanti mi aspettavo, meno di quanti sarebbe logico aspettarsi se davvero vogliamo vincere questa battaglia contro le forze che sbarrano il passo alla speranza di un futuro normale.
Soprattutto mancavano i giovani, quei giovani che vivono di insicurezze e precarietà e che, da oggi lo sappiamo, possono anche morire di bombe vigliacche.
Corruzione, terrorismo, criminalità organizzata, sono i figli maledetti di una illegalità diffusa e di una carenza sempre maggiore dei valori che hanno fondato la nostra società, riportati per iscritto nella nostra Costituzione.
Bisogna che i giovani prendano coscienza del fatto che questi tre macigni pesano sul loro futuro e vanno sgretolati senza esitazioni; bisogna che quelli che questa coscienza già ce l'hanno glielo spieghino.
Se è una guerra, soltanto uniti possiamo fare la nostra Resistenza.

lunedì 7 maggio 2012

sparano

Non si sa ancora quale sia il movente dei proiettili sparati alle gambe dell'AD di Ansaldo Nucleare, al quale va tutta la mia solidarietà.
Quello che so è che, a Genova, cose del genere le ho già viste cominciare quaranta anni fa.
Credo da sempre che, in una democrazia, il tentativo di eversione, la lotta armata siano scelte folli o criminali.
La democrazia è fatta proprio per permettere avvicendamenti fisiologici degli uomini e delle idee, con percorsi codificati, di  libero accesso e incruenti. 
In democrazia vince l'idea più forte, non la pistola più veloce o l'arma più potente, quelli sono strumenti della dittatura.
Quello che mi preoccupa, oggi, è che la follia e la criminalità trovano sempre terreno fertile nella disperazione e, se mi guardo intorno, il tasso di disperazione nel Paese (e in Europa) è molto più alto di quaranta anni fa.

sabato 5 maggio 2012

questione di parametri

Ci sono notizie che si sperano fasulle.
Ma questa è la seconda volta che la leggo e, nonostante la sua enormità, non mi risulta smentita.
Temo allora che sia vera.
Monti avrebbe dato risalto ad una classifica di suicidi derivati dalla crisi, classifica che vedrebbe l'Italia sopravanzata dalla Grecia.
Se ne ha parlato, evidentemente, ritiene il parametro indicativo di una migliore condizione del nostro Paese rispetto all'Ellade.
Ecco quindi che, oggi, i suicidi per disperazione entrano a far parte ufficialmente di una qualche statistica che definisce il benessere di una nazione.
Come il PIL, come il debito pubblico, un parametro cinicamente esaminato dalle società di rating, dagli investitori internazionali.  
Abbiamo salito un altro gradino verso il mondo che vogliamo? O l'abbiamo sceso?
Chissà che il nostro governo non gioisca moderatamente, aspettandosi  un mercato delle bare e delle esequie in controtendenza, per la ripresa della domanda interna; e, magari, un miglioramento della bilancia dei pagamenti per l'aumento delle esportazioni di casse in legno economico verso la Grecia. 
Questo sarebbe un altro  "effetto collaterale" della politica che continua a sottrarre ai poveri, cercando di non scontentare troppo i ricchi; una politica che appare sempre di più spietatamente dedicata al miglioramento delle condizioni di vita di chi vive già bene, anche al prezzo di vite altrui.
In questo senso sembrano andare anche le nomine di Bondi, chiamato a studiare ulteriori tagli; Amato, pensionato da trentaduemila euro al mese, e Giavazzi, liberista convinto.
Invece il ministro Riccardi ha detto, più o meno,  che è ora di fare qualcosa per il disagio sociale che si sta manifestando.
Ah, bene, si vede che quando hanno tagliato le pensioni dei poveracci e creato gli esodati, e aumentato a dismisura le tasse, e manomesso l'art. 18, non sapevano che il disagio si sarebbe manifestato, l'evento li ha colti di sorpresa. 
Bisogna fare qualcosa per il disagio sociale. E' giusto. Meglio tardi che mai.
Ah, se i suicidi passati avessero avuto un po' più di pazienza! 
E i candidati al suicidio attuali, che aspettino ancora un poco in cima al cornicione o sullo sgabello o col dito sul grilletto, non vorranno mica che la Grecia risulti meglio di noi nella classifica avulsa.
Un po' di amor di Patria, che diamine!

giovedì 12 aprile 2012

Complessi di colpa

Se è vera la notizia, il Fondo Monetario Internazionale è preoccupato perché rischiamo di vivere troppo a lungo, noi che fruiamo del welfare.
Da che mondo è mondo, l'uomo ha sempre aspirato a un miglioramento delle condizioni di vita, e proprio questo è sempre stato il senso e la molla del progresso: vivere meglio e più a lungo.
Oggi, il progresso della finanza fa distinzioni. Per pochi è ancora così: progredire significa migliorare e allungare la vita.
Noi "altri", invece, ci ha già fatto sentire in colpa come genitori nei confronti dei figli: "le generazioni di anziani rubano il futuro ai giovani" è uno slogan recente. Poi ci ha fatto sentire in colpa come lavoratori perché "non si può andare in pensione così presto".
Adesso dovremmo avere il complesso di colpa anche per un'eventuale sopravvivenza eccessiva.
Tutto questo, come dicevo, riguarda la parte della società che necessita dello stato sociale, che poi è sempre la solita; quella tartassata, quella che deve fare i sacrifici necessari per la crescita altrui, quella che, per sentirsi in pace con se stessa, sarebbe meglio lavorasse sottopagata e morisse prima di andare in pensione, utilizzando il periodo fertile per fare figli che alimenteranno in futuro il mercato degli schiavi, probabilmente ignoranti, dato che questo progresso prevede che non ci si possa più permettere di garantire a tutti l'istruzione.
Tutto ciò non riguarda chi dello stato sociale può fare a meno.
Il progresso del nostro meraviglioso capitalismo, quindi, ci propone un magnifico disegno medievale, dove ricchi vegliardi, nobili e istruiti, potranno contare su una servitù sterminata di vassalli, valvassori, valvassini, e servi non più della gleba ma del mercato, preferibilmente stroncati nel fiore degli anni per garantire il ricambio.
Pare che la Fornero stia studiando una riforma che prevede, a fronte dell'abolizione dell'articolo 18, il reintegro dello ius primae noctis.
Monti dice che così gli investitori internazionali accorreranno a frotte.

domenica 1 aprile 2012

cattivi maestri.

Sallusti, Ferrara, Belpietro.
Tre fra i maggiori esponenti della indegnità di stampa.
Ieri, a Tv Talk, ho sentito il primo che arringava lo studio sostenendo che fare oggi un film sulla strage di piazza Fontana, è un operazione storico-didascalica, assimilabile in qualche modo a Il Gladiatore (no, non quello di Gladio, interpretato da Cossiga; il film con Russel Crowe), diceva, il moroso della Santanché, che un'operazione del genere era inutile per comprendere le dinamiche dell'Italia moderna, e di nessun interesse per i giovani, sotto questo profilo.
Ferrara ha fatto di meglio, intitolando un suo pezzo con la consueta eleganza: Che palle la strage di Stato.
Questi qui, insieme al loro degno compare dalla mascella prominente, sono gli stessi che dopo aver passato anni a fare cassa di risonanza al presidente del consiglio più amato da alcune italiane e sedicenti egiziane, adesso prendono le distanze da alcuni suoi "errori" che identificano con la stessa frequenza con cui prima applaudivano ogni suo gesto, compresi, e soprattutto, quelli inqualificabili.
Adesso qualcuno dovrebbe dirglielo, però, che c'è un limite oltre il quale fondono perfino le facce di bronzo.
Io ho 57 anni, ne avevo 14 quando scoppiò la bomba di piazza Fontana; 25 quando saltò per aria la stazione di Bologna; 46 quando a Genova ci fu la mattanza del G8.
Bisogna spiegare ancora che c'è un filo rosso che lega questi fatti ed altri, criminosi, a pezzi corrotti e deviati dello Stato?
Bisogna convincere ancora qualcuno del fatto che questo filo purtroppo non si è mai spezzato e che quindi potrebbe legare altre vicende terribili in futuro, così come è successo, ripetutamente, nel passato?
E' forse inutile sollecitare i giovani perché si impegnino a conoscere quanto più possibile delle origini di quel gomitolo maledetto, e chi chi lo manovra, per renderlo inoffensivo al più presto?
Le teorie di Sallusti e Ferrara sono così manifestamente fasulle che ci si potrebbe ridere su se fossero solo la macroscopica idiozia che possono sembrare.
In realtà, gente come quella è tutt'altro che inconsapevole e, a dar retta a loro, quel filo continuerà a rimanere nascosto, pronto a strangolare il Paese di nuovo, alla prima occasione.
Viene perfino il sospetto che esso leghi anche loro.

venerdì 30 marzo 2012

dittatura del mercato

Due uomini si sono dati fuoco, di recente; a quanto pare, ridotti alla disperazione dalla crisi che li ha resi poveri e senza speranza.
Credo che sia corretto pretendere l'onestà di non strumentalizzare tragedie di questo tipo, e tuttavia, è necessaria anche la lucidità che permette di vedere come, al di là di ipocrisie e frasi di circostanza, fatti del genere siano considerati sempre di più "effetti collaterali" dai nostri perversi signori: I Mercati.
I segnali ci sono tutti.
Gli atti politici, in Europa, (ma anche nel mondo) sono al servizio della balla colossale della crescita infinita, e sull'altare di questa teoria fasulla (non c'è niente, nella realtà, che cresca all'infinito) bruciano denaro, risorse ed esistenze.
L'esempio ce l'abbiamo davanti tutti i giorni: possiamo fare sacrifici enormi, ma se lo spread sale, cioè, se i Mercati non sono abbastanza convinti, il denaro risparmiato si brucia in un batter d'occhio.
E, naturalmente, i Mercati non si muovono secondo equità o giustizia, ma solo ed esclusivamente secondo profitto, quindi ogni transazione risponde solo alla ricerca del guadagno; come a dire che se fosse conveniente affossare un'azienda o uno Stato per far guadagnare un gruppo di grandi scommettitori, i Mercati non verserebbe una lacrima, anzi.
I Mercati sono un po' come quell'imprenditore la notte del terremoto all'Aquila, quello che rideva pensando alla ricostruzione, ricordate?
Allora ci siamo indignati tutti per una cosa che accade ogni minuto, sui Mercati.
Anzi, lì se i terremoti non arrivano, c'è chi si dà da fare per provocarli.
E allora che senso ha correre virtuosamente dietro a qualcosa che si avvicina o si allontana indipendentemente dalla nostra volontà?
Fornero ha detto che non è stata chiamata a distribuire caramelle. Come a dire che tutti i poveri generati dalla riforma delle pensioni si devono rassegnare all'unico conforto delle sue lacrime.
In nome di che cosa?
Non di un futuro migliore, no. Del capriccio dei Mercati che, se produrranno ricchezza, non la distribuiranno certo a loro.
Monti ha detto che le aziende hanno paura di assumere perché non possono licenziare, mostrando, una volta di più, che l'unica speranza di questa "riforma del lavoro" è quella di una turnazione dei disoccupati, senza aumentare di una unità i posti di lavoro.
D'altra parte, altri esponenti del nostro governo affermano che è nell'interesse delle aziende non licenziare e che la facilitazione nei licenziamenti non verrà sfruttata. In tal caso non si capisce la ragione dell' irrigidimento su una variazione normativa che, nella migliore delle ipotesi, esporrà i lavoratori a ulteriori ricatti.
In ogni modo le due teorie sono in aperta contraddizione.
E' davvero il caso di valutare se non esista una strada alternativa.
Se questi stramaledetti Mercati pretendono di far crescere il benessere di pochi a discapito della sopravvivenza dei molti, come è stato finora, forse è il caso che i molti li mandino a quel paese, loro e i loro sacerdoti, tutti quelli che costruiscono riti, filosofie, motivazioni che fanno della finanza una specie di religione del profitto ad ogni costo, libera dall'ingombro dell'etica e delle persone superflue, quelle che non hanno potere, parola, diritti, perché non hanno accesso ai Mercati.
Come ci siamo arrivati?
Con la destra.
Con l'egoismo, con la competizione spietata, con l'idea che solo i migliori meritino di sopravvivere. Con i governi forti con i deboli e deboli con i forti, mica per cattiveria, per formazione culturale.
I governi composti da persone che non hanno un problema al mondo a giudicare utile per "la comunità" un provvedimento di cui altri, infinitamente meno agiati di loro, pagheranno il costo.
Sarà anche demagogia, ma io mi domando che ne sa dei problemi di un operaio o di un pensionato a seicento euro al mese, terrorizzato da ulteriori provvedimenti restrittivi, la pelle e la pancia di chi decide, dall'alto dei suoi ben remunerati incarichi, che quell'operaio e quel pensionato fanno solo parte di un numero di persone destinato a fare altri sacrifici.
Eppure, anche questa è la logica dei Mercati.
Una logica aberrante che ritiene possibile e normale un'economia sorda ai bisogni della maggioranza delle persone.

venerdì 23 marzo 2012

Tutti in classe.

Uno dei problemi dei professori è che tendono sempre a impartire lezioncine, e, per essere più efficaci, ad illustrarle con dimostrazioni che anche gli alunni più sprovveduti possano capire.
A volte però hanno la sfortuna di incappare in studenti meno sprovveduti di quel che essi vorrebbero.
Oggi ho beccato CoccoFornero (o Fornedrillo, se preferite), su un'emittente televisiva, mentre, con un fascio di fogli in mano e un sorriso a piene zanne, catechizzava: "Vedete, questa è la riforma." Poi indicava poche righe del documento: "E questa è la parte che riguarda l'articolo 18".
Come ad avvalorare la tesi che la normativa sui licenziamenti facilitati non meriti tutta questa attenzione, perché si tratta di pochissima cosa nel mare magno dell'articolato.
Quantitativamente è senz'altro così.

Cara Elsa, io ti stimo moltissimo, penso che tu sia una donna intelligente, piena di risorse, sinceramente dedita al ruolo che il Paese ti ha assegnato. Ritengo che le tue intuizioni siano geniali e che ci porteranno prestissimo sul sentiero luminoso di una crescita inarrestabile, una situazione in cui la disoccupazione crollerà e i giovani avranno lavoro a profusione, mentre i loro padri e i loro nonni potranno godersi una vita lavorativa arricchita da esperienze disparate e una vecchiaia serena e libera da ogni preoccupazione.
Credo fermamente in tutto questo.

Però, se ti incontro in un vicolo, ti prendo a calci nel culo.

No, signora maestra, non si offenda, ho fatto un altro esempio giusto per vedere se ho capito, per dare l'idea di quanto possa essere più determinante, a volte, la parte quantitativamente più esigua di un discorso.