mercoledì 7 maggio 2014
meritocrazia
Ci sono parole che diventano di moda, o che usiamo così tanto da credere di conoscere bene ogni implicazione di ciò che descrivono.
Meritocrazia sembrerebbe un termine positivo. Ci manca, e la invochiamo spesso a far da opposto a un sistema che privilegia clientelismi e raccomandazioni.
Però.
Però se io fossi titolare di una ditta di pompe funebri e avessi alle mie dipendenze un pluriomicida, dovrei di sicuro fargli fare carriera per gli indubbi meriti vantabili nei confronti dell'azienda.
Certo, è un paradosso.
E allora, un consulente finanziario in grado di far guadagnare milioni alla sua società vendendo titoli spazzatura forse non potrebbe vantare meriti nei confronti di quest'ultima?
E un manager che licenzia facendo salire le quotazioni dell'azienda committente i tagli, non opera in maniera meritevole ai suoi occhi?
Potremmo continuare all'infinito, scoprendo che certe parole non vanno gridate come proclami perché non sono, da sole, il simbolo di alcunché; esse hanno bisogno di descrivere sostanza e appoggiarsi a valori.
"Meritocrazia" è perfino una parola negativa se non si definisce prima e senza equivoci o infingimenti il concetto di "merito", se non si appoggia a un'etica condivisa e favorevole all'essere piuttosto che all'avere.
lunedì 5 maggio 2014
il calcio ar Colosseo
Giusto pochi giorni fa parlavo del voltastomaco che mi ha dato l'applauso di un gruppo di poliziotti a degli assassini.
Neanche il tempo di riprendersi dal conato e arriva la maglietta che invoca la libertà per l'assassino di un poliziotto. (condita da sparatorie, scontri e fischi all'inno nazionale in uno stadio)
Due botte così, a distanza ravvicinata, ti scuotono parecchio; viene da pensare che non ce la possiamo fare, che forse l'unico antidoto a questo delirio di violenza è inventare un nuovo Colosseo (il vecchio no, è prezioso), chiuderceli dentro e lasciare che si scannino tra loro.
Ma non si può. Dobbiamo reagire con misure severe e incruente, recuperarli alla società civile.
Dai gladiatori in poi, noi abbiamo alle spalle duemila e spiccioli anni di civiltà, di cultura.
O no?
mercoledì 30 aprile 2014
Applausi
Questa è proprio una storiaccia.
Poliziotti che, all'assemblea sindacale del SAP, applaudono all'indirizzo dei loro colleghi, presenti in sala, giudicati responsabili della morte di un ragazzo, se ben ricordo, diciottenne.
Io ho sempre pensato che le mele marce esistessero in ogni tipo di aggregazione e che quattro assassini in divisa non mettessero in discussione il numero molto più alto di rappresentanti delle forze dell'ordine, caduti eroicamente nell'adempimento del loro dovere e oltre.
Per intenderci: non ho mai creduto all' "eroismo" del povero Carlo Giuliani, che ha pagato troppo cara una stupidaggine; nel caso specifico ho pensato che ci fossero responsabilità, caso mai, nella volontà politica di arrivare a uno scontro.
Arrivo perfino a concedere attenuanti, in genere, a chi, indossando una divisa, esagera, negli scontri di piazza ed è a sua volta reiterata vittima di vessazioni, paura, rabbia, adrenalina, aggressioni.
Ma Federico Aldrovandi era un ragazzo ed è stato ucciso da quattro poliziotti senza alcuna apparente provocazione (se pure può esistere una provocazione che trasformi un poliziotto o un carabiniere in un omicida).
E allora quegli applausi, a mente fredda, a sentenza espressa, fanno vacillare le mie convinzioni.
Secondo la mia teoria, a questo punto, gli stessi colleghi avrebbero dovuto prendere le distanze da un pezzo da coloro che hanno danneggiato così pesantemente la dignità e l'immagine del loro Servizio, da coloro che rischiano, tra le altre cose, di esporli a ulteriori pericoli.
Invece no.
Il SAP sembra ritenere ingiusta la sentenza e chiede verità. Quella che conosco io è che un ragazzo è morto e che quattro poliziotti l'hanno ucciso. Se ce n'è un'altra, di verità, a cui, peraltro, non sembrano credere neanche i giudici, che il SAP, o chi per esso, la tiri fuori.
Altrimenti si vergogni, e i poliziotti veri facciano qualcosa in fretta per non essere trascinati nella stessa vergogna.
Mi piacerebbe anche che qualcuno mi spiegasse perché poliziotti giudicati responsabili di un reato così grave e infamante non siano stati buttati fuori definitivamente dalla Polizia, ma forse un provvedimento del genere sembra eccessivo in un paese in cui un grande evasore e delinquente si permette di parlare di doveri morali trascurati a suo svantaggio e definisce ridicolo il suo affidamento ai servizi sociali per quattro ore la settimana.
E' vero, tuttavia, che, anche in questo caso, la pena è ridicola, e non mi consola nemmeno l'idea che possa venire inasprita solo a causa del becero atteggiamento di un reo che invece di ringraziare la sua fin troppo "buona stella" per essersela cavata con così poco, si permette ancora di pretendere ulteriori favori.
Ai parenti e agli amici di Fedrico Aldrovandi esprimo tutta la mia solidarietà, così come ai poliziotti, e spero che siano tanti, che si sentono offesi da quell'applauso.
venerdì 25 aprile 2014
Fischia il vento
Fischia Il Vento è anche il titolo dell'ultimo libro di Donatella Alfonso; un lungo racconto della breve vita dell'autore della celebre canzone: Felice Cascione, "Mego", il giovane medico e pallanuotista, comandante partigiano, ed eroe della Resistenza.
Fin dalle prime pagine del libro di Donatella, cronista abituata al rigore del saggio storico, si legge una partecipazione diversa e si respira un'emozione nuova e coinvolgente; questa volta, accanto alla storia c'è il dono prezioso e timido di un po' di poesia, filtrata pudicamente attraverso un modo diverso di raccontare.
Niente di meglio, proprio oggi, che accogliere con gioia una memoria così importante, così vivida e piena di vita e libertà.
Spero che tanti leggano il libro di Donatella, che ha, tra i molti meriti, quello di restituirci valori di cui abbiamo ancora bisogno, perché la Resistenza rimane importante, specialmente negli anni revisionisti in cui un prefetto ha tentato di impedire l'esecuzione pubblica di un'altra canzone partigiana, Bella Ciao, per non urtare "differenti sensibilità politiche".
Io credo che Bella Ciao, Fischia il vento, la Resistenza, Felice Cascione, la Libertà urtino solo la sensibilità dei fascisti.
Buon venticinque Aprile.
sabato 22 marzo 2014
Magari!
Ho parlato di recente di Moretti, il Signor Ferrovie, il manager superpagato per licenziare e dichiarare che sui treni, d'inverno, bisogna salire con una coperta e una bottiglia d'acqua di proprietà, per mitigare i rischi di un eventuale blocco che lui, per incarico, dovrebbe occuparsi di scongiurare preventivamente.
E non voglio discutere del disastro di Viareggio, né di tutte le magagne ben note di cui soffre il nostro trasporto su rotaia.
In un Paese in cui i pensionati vedono peggiorata notevolmente la qualità della loro vita per i tagli subiti direttamente e indirettamente; in cui il potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti si è drasticamente ridotto; in cui la disoccupazione è sui massimi livelli; questo individuo, che sostiene di guadagnare meno di Santoro, (chissene) si produce in dichiarazioni spregevoli e insultanti, appena viene ventilata l'ipotesi di una riduzione del suo sontuoso stipendio.
Sostiene Moretti che, nel caso si attuasse una decurtazione alle loro laute prebende, i manager italiani, tipo lui, emigrerebbero all'estero. ( Che paura!)
Mi piacerebbe che potessero dire la stessa cosa anche i nostri pensionati, che, se avessero da parte i soldi potenzialmente accantonati dai colleghi di Moretti per la vecchiaia, potrebbero permettersi più di un soggiorno dorato; ma, a parte questo: magari! Magari si levassero di torno quelli che hanno gestito il disastro di Alitalia, magari Moretti se ne andasse e portasse via con sé anche il suo collega Mastrapasqua, per esempio. Sono sicuro che non mi si spezzerebbe il cuore a vederli partire, preferibilmente in treno, con in mano le valigette di Vuitton.
Il problema è che gente come loro non attua quasi mai la minaccia di emigrare; un po' perché questo, per loro, è il Paese di Bengodi. Un po' perché dovunque esista almeno un minimo di meritocrazia, dubito che qualcuno valuti positivamente la loro professionalità.
E così siamo costretti a tenerceli e a (stra)pagarli per sentirli anche dire un mare di vergognose, spudorate e offensive idiozie.
Peccato, perché se assumessero incarichi in qualche altro Paese migliore del nostro, sono sicuro che potrebbero contribuire attivamente alla riduzione di qualsiasi spread tra lo stato scelto e l'Italia.
venerdì 14 marzo 2014
esodati e esodandi
Pare che l'ex ministra coccodrilla Fornero abbia dichiarato che, quando andrà in pensione, vuole dedicare molto del suo tempo alle donne dei paesi poveri.
Grazie alla sua riforma, che impedisce di abbandonare il lavoro se non con un piede nella fossa, non dovrebbe correre rischi (anche se temo che, come spesso accade ai politici, lei abbia fatto una riforma che si abbatte sulla schiena di altri).
In caso contrario, il rischio che corre, di dover dare seguito ai suoi propositi, è nulla confronto a quello ben più serio a carico delle donne dei paesi poveri: che la Coccofornero si occupi di loro.
mercoledì 12 marzo 2014
E' la stampa, bellezza!
Ho visto stasera parte della conferenza stampa del Presidente Del Consiglio.
Sono sempre più convinto che l'Ego Della Bilancia a parlare sia un fenomeno; per di più, stasera, sembra abbia parlato anche di fatti concreti e, sebbene, io non sia un suo fan in assoluto, devo dire che, rispetto alle domande che gli ho sentito rivolgere dai giornalisti, Renzi è parso giganteggiare.
Vero è che, a volte, guardandolo si ha l'impressione di assistere alla performance di un imbonitore da fiera o a una televendita, ma le domande che ho ascoltato erano del tipo: "Perché Squinzi l'ha attaccata per aver destinato i soldi alle buste paga dei lavoratori?" Indovinate che cosa ha risposto? "Chiedetelo a Squinzi."
Complimenti al giornalista, dico io.
Un altro ha domandato se le riforme, specie la legge elettorale, non abbiano spinto i dissidenti del PD vicino al limite di sopportazione.
Risposta di Renzi: "Quelli che sono al limite di sopportazione sono i cittadini, è a loro che bisogna rendere conto." Appunto.
Ma la domanda più insulsa è stata quella ripresa anche da Chicco Mentina, nel tg de La7, sotto la voce "polemiche": "Quanto merito va ascritto al governo precedente per le coperture finanziarie?"
Qui L'Ego Della Bilancia ha risposto correttamente e astutamente che i meriti vanno ripartiti con governi precedenti, e io mi sono domandato se, salvato da un incendio, chiunque di noi si preoccuperebbe per prima cosa di sapere se ha avuto più merito il pompiere all'idrante, quello alla scala, o quello che ha sfondato la porta con l'accetta.
Nel caso, basterebbe chiedere a un giornalista italiano.
domenica 23 febbraio 2014
avanti dritti fino al baratro
Ci sono tre notizie che mi hanno colpito in questi giorni.
Parto dalla più innocua: si vota la fiducia al governo Renzi. E mi domando: quanto è difficile dare fiducia a una persona che ha dimostrato così palesemente di tradire la fiducia di un compagno di partito?
Le altre due sono terribili, specialmente se messe una vicino all'altra.
Una ricerca inglese ha stabilito che in Grecia, a seguito della crisi, oltre a una serie di problemi giganteschi, si è verificato un aumento nella mortalità infantile del 43%.
Nell'intervista a Jordan Belfort, ex finanziere d'assalto, ispiratore del film Wolf of Wall Street, il tizio riconosce di aver guadagnato 28 milioni di dollari con una manovra illegale, in tre minuti.
Serve ancora qualcosa a dimostrare che questo sistema marcio è da modificare?
martedì 18 febbraio 2014
el rico unido jamas sera vencido
Questa è incredibile! (come tante altre)
Stasera ho visto Angelino Alfano emettere un proclama.
Non l'ho sentito tuonare contro la mancanza di lavoro, né contro la corruzione, né contro la criminalità organizzata o l'evasione fiscale o la mancanza di investimenti nell'istruzione e nella ricerca.
Come si vede, per le priorità da risolvere in questo povero Paese, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Niente di tutto questo, però. Forse si tratta di emergenze troppo sfruttate per lui, come dire; banali.
E così l'ho visto mentre proclamava alle telecamere, come prioritaria, la lotta del suo partito al''introduzione di qualsiasi forma di tassa patrimoniale (tassa sul patrimonio, per pagare la quale, in percentuale, bisogna ovviamente possedere il medesimo).
Non l'ho sentito tuonare contro la mancanza di lavoro, né contro la corruzione, né contro la criminalità organizzata o l'evasione fiscale o la mancanza di investimenti nell'istruzione e nella ricerca.
Come si vede, per le priorità da risolvere in questo povero Paese, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Niente di tutto questo, però. Forse si tratta di emergenze troppo sfruttate per lui, come dire; banali.
E così l'ho visto mentre proclamava alle telecamere, come prioritaria, la lotta del suo partito al''introduzione di qualsiasi forma di tassa patrimoniale (tassa sul patrimonio, per pagare la quale, in percentuale, bisogna ovviamente possedere il medesimo).
Angelino, a muso duro, diceva che non si unirebbe mai a un governo che intendesse commettere quella che è, evidentemente, per lui, un'insopportabile iniquità.
Di tutto il resto sembra che niente altro lo scandalizzi a priori.
Subito dopo, con perfetta scelta di tempo, affermava che ci sono le possibilità per imprimere alla politica dell'esecutivo prossimo venturo una svolta addirittura rivoluzionaria.
In effetti, nella storia, credo mancasse una rivoluzione a favore del patrimonio.
Sarà la prima fatta dai ricchi contro i poveri.
Mentre parlava era circondato dai volti fieri e decisi dei suoi colleghi Schifani e Sacconi, o, se preferite, dei suoi companeros: Schifanos e Sacconiz o, se ritenete, tovarisch Schifanotzki e Sakunin.
Caspita! Chi più rivoluzionario di così? Me li immagino già Robespierre e Spartaco e Mao e il Che e tutti gli altri che fanno a gara, nell'al di là, per tenere il posto caldo agli ultimi arrivati nella famiglia degli irriducibili ribelli pronti a morire sulle barricate per il loro ideale.
El Rico/ Unido/ Jamas Sera Vencido.
El Rico/ Unido/ Jamas Sera Vencido.
Moretti no.
Che L'Ego Della Bilancia abbia fatto quel che ha fatto, ormai è, appunto, un dato di fatto.
Non vale tornare sopra a tutte le perplessità che ha sparso intorno la sua mossa, compresa l'inquietante sensazione che un atteggiamento del genere, poco comprensibile qui da noi, risulti oltre l'umana portata, varcate le frontiere.
Comunque, bambino e acqua sporca sono già giù per il tubo, facciamocene una ragione e andiamo oltre.
Oltre vuol dire guardare con fiducia alla nuova mirabile compagine di governo che, sicuramente, il nostro allestirà con effetti speciali.
Lo so che non bisogna farsi incantare dal toto-ministri, ma ho avuto un momento di gioia nell'ascoltare il nome di Epifani come accreditato al ministero del lavoro. Mi sono detto: -Vuoi vedere che, per la prima volta da che io ricordi, deciderà sul lavoro una persona che mastica la materia da una vita e che è stato, fino ad ora, sempre dalla parte dei lavoratori?- Sarebbe il primo ministro a possedere queste caratteristiche, oltre a costituire un'inversione meravigliosa di tendenza, almeno sulla carta, rispetto agli improponibili Sacconi e Fornero che hanno addirittura proposto riforme contro ai lavoratori stessi.
Troppo bello per essere vero. Temo infatti che quel nome sia stato pescato dal mazzo degli imprevisti.
E chi salta fuori, invece, girata la carta delle probabilità? Moretti.
Quel Moretti che è un manager superpagato per licenziare in ferrovia; quel Moretti i cui risultati professionali sono sotto gli occhi di tutti; quel Moretti che, all'indomani di una vergognosa figura italiana, con i treni bloccati in mezzo paese da una nevicata, sostenne che, in carrozza, bisogna salire con una coperta e una bottiglia d'acqua di proprietà.
No, per favore, quel Moretti no!
domenica 16 febbraio 2014
grazie
Non so se è perché invecchiando si diventa più sentimentali.
Comunque grazie alla mia famiglia e ai miei amici per una bella serata intorno al mio compleanno
Comunque grazie alla mia famiglia e ai miei amici per una bella serata intorno al mio compleanno
sabato 15 febbraio 2014
Avanti tutta
Spero con tutto il cuore che L'Ego Della Bilancia ce la faccia, anche perché, in questo momento, rappresenta l'ultima risorsa di un politica ridotta ai minimi termini.
Intanto, però, registro che, negli ultimi tempi, ha dichiarato:
- mai più un governo di larghe intese
- non sarò mai presidente del consiglio senza vincere prima la competizione elettorale
- Letta (Enrico) può stare sereno
Ora, se davvero riuscirà, magari perché dotato di superpoteri, a imprimere la famosa svolta al Paese, ne sarà valsa la pena, anche di sputtanarsi come un parolaio qualsiasi.
Io comunque sono preoccupato assai, perché Renzi lo vedo costruito di materiale biologico non troppo dissimile a quello che ci accomuna, tutti noi umani, né eccessivamente diverso, nel caso di specie, rispetto all'involucro di cellule che contiene il pensiero del suo predecessore.
E sono anche profondamente disturbato dal fatto che, nel frattempo, anche grazie all'Ego Della Bilancia, per la prima volta nel corso della nostra storia, un pregiudicato capeggia una delegazione che si reca al Quirinale per le consultazioni con il Presidente Della Repubblica sulla formazione di un nuovo governo.
E qui comincio a dubitare che il gioco di togliere la sedia a Enrico Letta per formare un nuovo governo con la destra, affidato a un altro Presidente non eletto dai cittadini, valga davvero la candela.
D'altra parte, tutto è possibile in questo Paese, solitamente in ambito negativo, però.
Ne sono un esempio le recenti esternazioni del rampollo Elkann che attribuisce ai giovani senza lavoro la colpa di essere senza lavoro.
In tempi abbastanza recenti, questa convinzione è stata espressa dal altri campioni del Pensiero Fulgido, ricordate?
La coccodrilla Fornero, che sosteneva la schizzinosità (lei lo diceva in inglese, faceva più fine) dei giovani disoccupati in materia di lavoro; il vice ministro spintarella Martone, che definì sfigati i ventottenni non ancora laureati; il ministro buonanima Padoa Schioppa che parlò di bamboccioni.
Trovo curioso che le biografie di questi fenomeni della sociologia moderna non siano ricche di competizioni all'ultimo sangue per salire sull'ascensore sociale partendo dai piani più bassi.
Conosco alcuni giovani che hanno probabilmente più talento di John e sicuramente più di Lapo (tanto per dire; ci vuole poco), ma sono partiti meno avvantaggiati di loro.
Penso che Elkann e i suoi sodali potrebbero rivendicare almeno un minimo di credibilità se provenissero da infanzie infelici e famiglie disagiate; invece, francamente, mi pare che parole del genere, dette da loro, rappresentino l'odioso equivalente sonoro al gesto dell'ombrello; la beffa insultante, dopo il danno, dei ricchi ai poveri.
Penso che Elkann e i suoi sodali potrebbero rivendicare almeno un minimo di credibilità se provenissero da infanzie infelici e famiglie disagiate; invece, francamente, mi pare che parole del genere, dette da loro, rappresentino l'odioso equivalente sonoro al gesto dell'ombrello; la beffa insultante, dopo il danno, dei ricchi ai poveri.
sabato 18 gennaio 2014
revisionismo etico
Ieri c'era L'Ego della bilancia dalla Bignardi.
Niente da dire: Renzi, a parlare, è un fenomeno, e le cose che dice sono condivisibili o, comunque, degne di approfondimento; in più, dalla parte attiva della telecamera, fa sfracelli.
L'astuto Matteo ha risposto a una domanda sull'opportunità di incontrare Cialtron Escort, ricordando che il PD, tempo prima, era insorto contro le modalità di costruzione del porcellum, varato dalla sola maggioranza senza la partecipazione dell'opposizione.
Peccato abbia dimenticato di notare che, all'epoca, il capo dell'opposizione non era stato condannato in via definitiva dalla magistratura.
A quel punto, la conduttrice non gli ha rivolto le domanda che avrei voluto fargli io.
Non è terribile per il PD accettare di discutere parte del destino di un Paese (il nostro) con un pregiudicato?
Non è un modo per riconoscergli, una volta volta di più, una dignità e un potere che in un Paese normale non dovrebbe avere?
Non è un modo, neanche tanto obliquo, di dichiarare ufficialmente che la legge non è uguale per tutti?
giovedì 16 gennaio 2014
quisquilie pinzillacchere
Non era Totò che si esprimeva così per farci ridere, qualche anno fa : "Quisquilie... pinzillacchere..."?
Ieri sera ho udito, nella realtà virtuale di uno studio televisivo, un esponente giovane della destra di cui non ricordo il nome (è possibile Cattaneo?) rispondere al governatore della Toscana, Rossi, che sottolineava l'inopportunità di affrontare un qualsiasi tipo di costruzione politica con un pregiudicato, insomma criticava l'apertura di Renzi a Cialtron Escort.
Bene, il politico rampante, esibendo un bel sorriso d'ordinanza, ha risposto che quella sottolineatura era l'esempio lampante della pratica di demonizzazione dell'avversario e che bisognava passare oltre.
Appunto, le condanne definitive diventano quisquilie e pinzillacchere; di più, a Al Cerone, ho letto da qualche parte, bisogna riconoscere le attenuanti perché ha governato il Paese.
Oh bella! Ma queste non sono piuttosto aggravanti?
Quindi se un preside di scuola media fosse uno stupratore di bambini, il diritto dovrebbe prevedere che, governando una scuola, sia giudicato con più clemenza di un maniaco da strada?
Quisquilie pinzillacchere.
Queste, però, non mi fanno ridere.
Il razzista Salvini, quello che un po' di anni fa, durante le sagre paesane, cantava le canzoncine contro i Napoletani, ha fatto carriera.
Grazie al ministro Kyenge adesso sappiamo che il razzismo in Italia esiste ufficialmente e, fuor di ipocrisia, ne abbiamo anche una mappa un po' più precisa.
La borsa è salita ai livelli massimi dal 2011, e l'occupazione è ai minimi; anche la gente comune è ai minimi.
In borsa investe chi ha soldi in più rispetto alle esigenze vitali.
Serve altro per capire che questo sistema nefando privilegia i pochi più ricchi a discapito dei molti più poveri?
Che cos'è un miglioramento nell'economia, oggi? Una percentuale aggiuntiva di benessere generalizzato? O un incremento delle possibilità finanziarie di un'elite volentieri disposta a divorare il presente e il futuro di chiunque non sia in condizione di difendersi?
E allora, quando i governi ci dicono che l'economia è in ripresa, quanti di noi possono davvero gioire?
Sarà mica come per il terremoto dell'Aquila? Due che si parlano ridendo, contenti che insieme alle case si siano mosse anche le loro prospettive di guadagno? E quanto comincia a somigliare la speculazione finanziaria alle tangenti incassate sulla disperazione e la morte?
Sarà mica come per il terremoto dell'Aquila? Due che si parlano ridendo, contenti che insieme alle case si siano mosse anche le loro prospettive di guadagno? E quanto comincia a somigliare la speculazione finanziaria alle tangenti incassate sulla disperazione e la morte?
domenica 5 gennaio 2014
Renzi quale?
Non stravedo per Renzi.
Non ho votato alle primarie del PD, partito da cui ho preso le distanze, almeno finché non salteranno fuori i nomi dei cento e spiccioli maramaldi che hanno detto una cosa e, nel "segreto dell'urna" ne hanno fatto un'altra, almeno finché questi traditori vigliacchi non usciranno da quel partito. A parte la vergognosa figura, non voglio rischiare che il mio voto sia utile alla carriera di uno di loro.
Mi sento quindi sempre più distante da un partito e da un segretario che mi paiono sempre meno di sinistra.
E tuttavia ho sperato che l'elezione di un giovane segretario (troppo) ambizioso e, sicuramente, molto mediatico, dote "politica" che pare essenziale per gli Italiani, forse oggi più contenti di farsi governare da un Alberto Sordi che da un Enrico Berlinguer, ho sperato che portasse un'aria nuova.
All'inizio, devo dire che Renzi mi è sembrato molto attivo e vigoroso con le sue proposte su legge elettorale e rimborsi ai partiti, rispetto ai quali ha anche cercato di strappare la maschera a quel bravissimo comico di Grillo (altro eroe mediatico, cvd).
Ma mi domando che senso abbia la battuta, se era una battuta, di pessimo gusto su Fassina.
"Fassina, chi?" Te lo dico io, Matteo: Fassina il viceministro dell'economia in un governo presieduto dal tuo compagno di partito Letta, egli stesso appartenente al PD, che sarebbe il tuo medesimo partito.
E allora, vuoi ricominciare a fare del male ai tuoi alleati, a creare casini a tutti in nome di una battuta o della tua sconfinata presunzione?
Facciamo che un po' di quel rispetto che un Renzi sostiene sempre di avere nei confronti degli avversari, l'altro Renzi lo deve anche ai suoi... come preferirebbe chiamarli? Alleati, amici, collaboratori, sudditi, o, se non risulta troppo arcaico e offensivo per il suo vocabolario, compagni?
In ogni caso, la battuta -Fassina chi?- porta di sicuro con sé la domanda -Renzi quale?-
In ogni caso, la battuta -Fassina chi?- porta di sicuro con sé la domanda -Renzi quale?-
mercoledì 4 dicembre 2013
requisiti e inquisiti
Questa è incredibile!
Una notizia pubblicata da Repubblica riferisce che Forza Italia e Lega ritengono che i senatori a vita nominati da Napolitano non abbiano i requisiti di altissimi meriti scientifici e/o sociali necessari per assumere la carica.
Ora questo significa che Carlo Rubbia (premio Nobel) Renzo Piano (architetto così famoso che è inutile elencarne opere e benemerenze in tutto il mondo, a proposito di made in italy) Abbado (direttore di orchestra un tantino celebre) e Cattaneo (neurobiologa di caratura internazionale), sono giudicati inadeguati da esponenti di un consesso che ha le sue punte di diamante in Razzi e Scilipoti, ma che annovera tra i suoi titolati esponenti: Giovanardi, Gasparri, Minzolini, Sacconi, Verdini; e che annoverava anche Dell'Utri, Bossi e il decaduto Berlusconi.
Posto che, dati gli esponenti, i partiti di cui essi sono membri potrebbero chiamarsi a buon titolo Forza I-taglia e Lega-teli, quanti di noi si sentono più orgogliosi di essere rappresentati dai Razzi e Scilipoti piuttosto che dai Rubbia e dagli Abbado?
Per dire... a voi piacerebbe di più se, all'estero, vi riconoscessero come conterranei di Renzo Piano o di Carlo Giovanardi?
domenica 1 dicembre 2013
segretario PD
Ho visto un po' del confronto televisivo tra i tre candidati alla segreteria PD.
Ho apprezzato tutti e tre per motivi diversi.
Il mio preferito è stato Civati, che ha dalla sua la giovinezza; Cuperlo mi sembra quello più di sinistra e questo mi piace.
Ma vincerà Matteo Renzi, che mi pare sempre più, nella malandata politica di questo paese, l'Ego della bilancia.
Ho apprezzato tutti e tre per motivi diversi.
Il mio preferito è stato Civati, che ha dalla sua la giovinezza; Cuperlo mi sembra quello più di sinistra e questo mi piace.
Ma vincerà Matteo Renzi, che mi pare sempre più, nella malandata politica di questo paese, l'Ego della bilancia.
giovedì 28 novembre 2013
boh...
E' decaduto, finalmente.
e io continuo a stupirmi del fatto che ci sia:
- chi ha gridato vergogna all'applicazione della legge
- chi ha accusato il parlamento di aver compiuto un atto illegale
- chi ha accettato che si parlasse di colpo di stato
- chi ha protestato per l'accelerazione di un provvedimento che, secondo logica e buon senso, e comunque, anche secondo legge, si sarebbe dovuto applicare all'indomani della sentenza definitiva.
- chi ha avuto il coraggio di sostenere che rischiamo la martirizzazione di un tizio reo acclarato a seguito di tre gradi di giudizio e sotto processo almeno per un altro paio di reati
- chi lo continua a menare sostenendo che chi ha avuto tutti i processi di Cialtron Escort è un perseguitato. (ci ho provato anch'io, ma quando ho sostenuto che la sfilza di quattro in pagella era la prova che i professori ce l'avevano con me, i miei mi hanno preso a calci nel culo)
- chi asserisce che va all'opposizione perché non gli piace la legge di stabilità.
In tutto questo bailamme di minacce e sproloqui e ritorsioni e aizzamenti vari, non ho sentito una voce, a destra, alzarsi per parlare dei problemi del Paese, dei problemi della gente che vive, da anni, una decadenza indicibilmente meno dorata di quella del lader maximo.
Il programma politico dei rapaci Berluscones è ormai fin troppo evidentemente diretto alla tutela degli interessi dell'individuo che tutela i loro interessi.
E ai loro elettori sembra che questo piaccia.
Boh...
giovedì 31 ottobre 2013
la strada verso la normalità è irta di Berlusconi
A volte, ormai, vediamo e ascoltiamo cose della cui portata non ci rendiamo pienamente conto, assuefatti come siamo ad ogni stupefacente assurdità.
Se però ci fermiamo un momento a pensare, la reazione scomposta e virulenta di Cialtron Escort e dei suoi uccellacci e uccellini alla notizia del voto palese sulla sua decadenza ha dell'incredibile.
Si vorrebbe infatti far passare come accanimento contra personam una procedura di voto che prevede assoluta trasparenza nei votanti chiamati ad assumersi pubblicamente la responsabilità della loro opinione, e che sarebbe forse auspicabile rendere più diffusa tra gli esponenti politici..
Certo, questo sistema rende più difficili accordi e compravendite di voti. Dove è lo scandalo?
Forse nel fatto che siamo ancora in attesa di voti per buttare fuori dal parlamento un reo acclarato di reati facilitati dalle sue cariche politiche, un personaggio che dovrebbe essere decaduto nell'istante del verdetto, o un minuto dopo, spontaneamente, se avesse conservato un briciolo di dignità e amore per il paese che gli ha permesso di prosperare.
Invece tocca sentire anche gli sproloqui del malfattore che si dice certo del ribaltamento della sentenza sulla sua colpevolezza.
Qualcuno mi può spiegare se è una battuta di spirito? Qualcuno mi può chiarire quale altro tribunale si farà carico del processo, visto che il giudizio espresso è quello dell'ultimo grado? L'imputato si rivolgerà all'Europa, dove lo stimano e lo amano per numerose gaffes e lo reputano, nel migliore dei casi, un importuno giullare? Si rivolgerà alla parte di continente che gli riserva il rispetto e l'apprezzamento degli gli ultimi dittatori? Perorerà la sua causa su Marte? O, procrastinando i tempi delle varie votazioni, comparirà nel Giorno Del Giudizio con l'idea balzana di comprare, se non il verdetto, almeno un'alleanza ? Forse Ghedini dovrebbe rammentargli che il patto col diavolo è soprattutto un modo di dire e un'invenzione letteraria.
E, parlando di giustizia, che dire del ministro Cancellieri, la quale riconosce di essersi attivata, dopo alcune telefonate di un membro della famiglia, per la scarcerazione di Giulia Ligresti per ragioni umanitarie?
Che, con tutto il rispetto per l'umanità del ministro, stupisce come la signora non si renda conto di quanti carcerati meno prestigiosi meriterebbero almeno altrettanta umanità senza avere accesso al numero di telefono in grado di soddisfare anche le loro esigenze.
Che, con tutto il rispetto, un'umanità resa accessibile dalla conoscenza di un numero di telefono, non alla portata di tutti, sembra altro.
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