giovedì 28 febbraio 2013
Caro Beppe
Pubblico le poche righe che ho inviato al blog di Beppe Grillo
Caro Beppe,
tu non mi piaci. Ti ho sentito dire un sacco di belinate da comico e mi sono divertito moltissimo, te ne ho sentito dire altre da politico e non ho riso per niente. Credo che il tuo ego sia un problema grosso, ancora più grosso adesso che riguarda tutto il paese. (Combinazione, l'unica volta che non insulti o critichi Napolitano è la volta che ti ha difeso.)
Il punto però non è questo. Che tu mi piaccia o no, alla gente piaci e in democrazia questo conta.
Allora, facci un favore, se anche non ti piace Bersani, trova un accordo sui punti che sono qualificanti per te e per lui, risparmiaci l'instabilità e il riavvicinamento al baratro economico, aiutaci a liberarci di Cialtron Escort e dei suoi.
Se rinunci a un po' delle tue libidini attoriali, magari riesci davvero a fare qualcosa che merita di essere ricordato, insieme a tutti noi che, senza gridare, senza insultare, cerchiamo di costruire un'Italia migliore, meno corrotta, più equa,più sana.
Invece di esaltare le differenze, forse questo è il momento di cercare i punti di contatto. E ce ne sono.
Temo invece che se ti ostini a fare il cavaliere senza macchia (a proposito, guarda che forse in giro c'è gente che macchie ne ha ancora meno di te.), magari alle prossime elezioni becchi una maggioranza bulgara, però ti potrebbe capitare di regnare sulle macerie di un paese distrutto da scelte insostenibili e velleitarie.
MI restano pochi caratteri per spiegarmi, ma penso che il referendum sull'euro, per esempio, sia una minchiata; al posto suo preferirei un'Italia forte e stabile che potesse dire un po' di più la sua in Europa; mi pare un'altra minchiata quella che mi risulta una tua antica avversione allo ius soli e ce ne sono parecchie altre.
Invece sui costi della politica ridotti, sul falso in bilancio, sull'evasione, sul lavoro,(chissenefrega delle tasse se ho i soldi per pagarle e i servizi che funzionano) Bersani lo trovi. Fa il bravo, ora che hai la bici, pedala un po'senza portarla contro il muro.
martedì 26 febbraio 2013
day after
Sono più che preoccupato.
Avessi vent'anni, me ne andrei da questo paese che mi piace molto di più di una consistente fetta dei suoi abitanti e che mi pare perdere tutte le occasioni per darsi un futuro.
Sento provenire da più parti le analisi sugli errori di Bersani e del PD -non si doveva dire che si sarebbe smacchiato il giaguaro- -non si doveva dormire sugli allori delle primarie- -si doveva candidare Renzi- Mi vengono in mente le scuse dei crumiri: -lo sciopero non si organizza di venerdì facciamo brutta figura- -lo sciopero non si organizza di mercoledì, non lo fa nessuno (me compreso)- -non faccio scioperi politici- -non sciopero se non sciopera lui-
La realtà è che si trattava di crumiri. E la realtà è che si è votato in troppi per chi vuole liberalizzare il contante dando impulso all'evasione fiscale, vuole eliminare le intercettazioni per poter delinquere, ha eliminato il falso in bilancio, giustifica le tangenti, e propone mille altre promesse elettorali in bilico tra follia e immoralità.
Capisco chi ha votato Grillo, anche se non lo condivido. Ma il PDL? Gli Scilipoti? I Razzi?
Gli acuti osservatori che parlano degli errori del PD in una situazione del genere mi sembrano medici che, in presenza di un'emorragia all'arteria femorale, discutono sul colore del cerottino da applicare mentre il paziente non può già più essere salvato.
martedì 19 febbraio 2013
Elezioni
Siamo alla vigilia del voto. E anche se non va di moda, io sono elettrizzato. E ottimista.
Elettrizzato perché forse abbiamo l'occasione di cominciare davvero a cambiare questo paese o, almeno, di eliminare alcune scorie; ottimista perché credo che sia difficile peggiorare la situazione presente.
Elettrizzato perché forse abbiamo l'occasione di cominciare davvero a cambiare questo paese o, almeno, di eliminare alcune scorie; ottimista perché credo che sia difficile peggiorare la situazione presente.
Per sgomberare il campo da equivoci: sono uno di quelli che nella politca ci credono, e faccio distinzioni, prima, tra politica e politici, e poi, tra politici e politici. -Sono tutti uguali- per me non esiste. Nessuno di noi è uguale a un altro e tanti di quelli che vorrebbero i politici indistintamente al rogo, li ho sentiti dire e li ho visti fare cose che mi fanno pensare solo all'invidia.
Detto questo vado a esaminare le coalizioni, dal peggio al meglio, secondo le mie valutazioni personali.
Peggio di tutte, a molte lunghezze dalle altre, Cialtron Escort e Bobo,
Dell'uno, non si sa più che dire in negativo. Zotico, contrario alle regole, arrogante, falso, l'unica sua caratteristica posseduta in quantità inimmaginabili su cui campa, politicamente parlando, è la faccia di bronzo.
Mente con una spudoratezza forse possibile solo nel nostro paese e con questo pubblico.
Maroni si dovrebbe vergognare di riflesso. Se non bastano le quote latte, il razzismo più o meno latente, la sciocchezza della voglia di uscire dall'euro, se non basta l'intercettazione di Orsi che dice, più o meno, che se non era per la Lega, col cavolo che stava lì dove sembra abbia distribuito tangenti prontamente giustificate da Al Cerone, se non bastano gli scandali da cui Bobo sostiene di essere uscito a colpi di ramazza, c'è l'inganno evidente di chi si presenta con una coalizione guidata da un candidato fantasma e dice, dopo mesi di proclami contro il PDL, terminati, appunto, nella cialtronesca alleanza: "Berlusconi è il mio presidente preferito."
Bobo è sulle orme del suo mentore.
Secondo, a partire dal basso, Beppe Grillo. Antidemocratico, settario, ricordo bene le arrabbiature del paladino della trasparenza, quando venne pubblicata la sua dichiarazione dei redditi sul tanto amato web; ricordo la sua posizione sullo ius soli, sui fascisti, sulla mafia. Le spara grosse, e tutte sulla croce rossa. La sua è la politica-Pampero, quella che si può ascoltare nei peggiori bar di Caracas.
I grillini, per ora, sembrerebbero meglio. Ma non mi fido troppo.
Terzo Giannino. Ma sarà che gli economisti spocchiosi mi stanno antipatici e i giornalisti economici che vogliono insegnare le regole del mercato, dando per scontato che si tratti di un gioco pulito, ancora di più.
Quarto Ingroia. Non lo capisco. Non mi sembra abbia una gran preparazione politica, è piovuto nell'agone dall'oggi al domani, se non diventa parlamentare può tornare a fare il giudice, e questa non è una bella cosa.
Quinto Monti con il suo contorno di paraculi, di cui Casini è l'espressione principale.
Gli riconosco il merito di averci tirato fuori dai guai, e ancora un po' di onestà intellettuale, nel senso che forse crede davvero in quello che dice. Ma la sua ricetta per salvare il mondo se ne infischia degli effetti collaterali, rappresentati da operai, pensionati, lavoratori. Marchionne docet.
Bersani uber alles. L'unico che non perda occasione per sostenere che la ricetta per uscire dalla crisi è il lavoro. L'unico che sembra avere i piedi per terra e dosi massicce di buonsenso. L'unico che mi dà l'idea di pensare all'equità sociale.
Se devo dirla tutta, poi, io mi sento molto vicino a Nichi Vendola e spero che serva a sorvegliare e pungolare il nuovo governo senza cascare nei tragici errori della sinistra radicale del passato.
Speriamo di vincere e di vincere senza discussioni.
Chissà che con Hollande in Francia e Bersani in Italia anche l'Europa non possa migliorare.
Se interessa: il mio nuovo romanzo è in dirittura d'arrivo. Si tratta della seconda avventura di Renzo Parodi e del fido Marotta. Sono a buon punto.
Se interessa: il mio nuovo romanzo è in dirittura d'arrivo. Si tratta della seconda avventura di Renzo Parodi e del fido Marotta. Sono a buon punto.
mercoledì 30 gennaio 2013
IL SUDORE DELL'ATLETA
Si chiama così il concorso nazionale organizzato dal Panathlon International di Crema.
Il bando prevedeva una gara tra racconti di ambito sportivo.
La giuria ha scelto il mio "LA CORSA DEI MARZIANI" che si è piazzato al primo posto.
Vincere un premio fa piacere sempre; ma questo è stato un piacere doppio, perché si tratta di un riconoscimento letterario che è anche un po' riconoscimento sportivo.
E un'altra cosa che ho notato con piacere è stata la presenza di giovani e giovanissimi tra gli ospiti e tra i premiati.
Così, l'unica nota stonata l'ha suonata la mia anagrafe, così lontana da quella dei ragazzi in gamba che ho conosciuto.
Ma va bene così. In fin dei conti, da quel punto di vista, un premio alla memoria sarebbe stato peggio
http://www.inviatoquotidiano.it/fatti/i-50-anni-di-panathlon-crema-villa-toscanini-la-serata-con-i-giovani-vincitori-del-concorso
Ma va bene così. In fin dei conti, da quel punto di vista, un premio alla memoria sarebbe stato peggio
http://www.inviatoquotidiano.it/fatti/i-50-anni-di-panathlon-crema-villa-toscanini-la-serata-con-i-giovani-vincitori-del-concorso
venerdì 21 dicembre 2012
venerdì 30 novembre 2012
Grazie
Ieri ho presentato il mio nuovo romanzo alla Meridiana.
Ringrazio tutti gli intervenuti, Liberodiscrivere, poi Carla, Freddie, Diana, Valentina e Patrizia.
Credo sia stato un incontro piacevole in un posto accogliente; io, almeno, l'ho vissuto così, e spero che quanti leggeranno il mio libro passino qualche ora altrettanto piacevole in sua compagnia.
lunedì 19 novembre 2012
Presentazione
Qui di seguito il link al comunicato relativo alla presentazione del mio ultimo libro, il 29/11 alle 18.
Chiunque voglia partecipare è accolto con piacere.
http://www.liberodiscrivere.it/easyNews/NewsLeggi.asp?NewsID=1026
Chiunque voglia partecipare è accolto con piacere.
http://www.liberodiscrivere.it/easyNews/NewsLeggi.asp?NewsID=1026
martedì 6 novembre 2012
Eccolo!
E' con grande piacere che annuncio a tutti coloro che passano di qui, che il mio ultimo romanzo, L'INNOCENZA E' LA VIRTU' DEI MORTI, è acquistabile sul sito dell'editore, Liberodiscrivere (collana Il libro si libera); presso la sua sede di via Invrea 38 Rosso a Genova e, presto, nelle librerie.
E' il mio libro più lungo: un'avventura che supera le 300 pagine. Io che l'ho già letto mi sono entusiasmato per la copertina.
Ho tentato di scrivere una vicenda con più piani di lettura per chi cerca qualcosa di più spesso della solita storia esotica, in più ho adoperato un piccolo artificio tecnico, residuo della originaria veste di sceneggiatura, che spero stuzzichi il lettore.
Ho tentato di scrivere una vicenda con più piani di lettura per chi cerca qualcosa di più spesso della solita storia esotica, in più ho adoperato un piccolo artificio tecnico, residuo della originaria veste di sceneggiatura, che spero stuzzichi il lettore.
Che vi devo dire? Compratelo e commentatelo. Ciao.
mercoledì 3 ottobre 2012
Distinguo
Andatevi a vedere il filmato dell'intervista al presidente dei costruttori residenziali di Lecco, esponente PDL, piazzato in carica (sono le sue stentate parole) "dal partito perché sono una persona perbene".
La persona perbene ha parcheggiato la Jaguar (una macchina per ricchi e, quindi, privilegiati) in un parcheggio per disabili; quando un legittimo titolare del diritto espropriato ha chiamato i vigili che hanno, giustamente, multato la persona perbene, quest'ultima ha tagliato le gomme dell'auto del diversamente abile già soggetto alla sua inqualificabile prepotenza.
Vi basta?
C'è da soffrire ancora.
Questo mentecatto, questo inestimabile pezzo di merda (chiedo scusa ma nel mio lessico non c'è altro di più attinente alla sua condizione) ha sostenuto, sempre nella stessa intervista, di aver commesso "un errore tecnico" e di aver rassegnato dimissioni richieste ma non sentite, su cui, afferma, si potrebbe e si potrà discutere, perché bisogna distinguere: un conto è lo "sbaglio" commesso al culmine di un'incazzatura; altro è la sua gestione dell'associazione che presiede; insomma, in giro ci sono molte altre "persone perbene" che hanno fatto peggio (meglio?) di lui.
Ricavo da tutto ciò due riflessioni.
Primo: è vero a tutti i livelli; se accettiamo i distinguo, vuol dire che ci sta bene che i pezzi di merda continuino a fare i loro porci comodi perché la stronzaggine non è reato.
Secondo: la percentuale di esseri fatti come la "persona perbene" di cui sopra, è inversamente proporzionale alla percentuale di speranza che è lecito mantenere per il futuro di questo Paese.
domenica 23 settembre 2012
Ferie finite
Ferie finite da un pezzo, per la verità.
Dal ritorno, c'è stato il tempo di correggere le bozze del nuovo romanzo.
Adesso ho consegnato e siamo vicini alla pubblicazione di L'INNOCENZA E' LA VIRTU' DEI MORTI.
Non è un noir, questa volta, e non ha Genova come scenario.
Si tratta di un thriller piuttosto internazionale.
Anzi, per dirla in maniera più tradizionale, è un romanzo d'avventura.
Appuntamento alla presentazione. Non dovrebbe mancare molto.
giovedì 9 agosto 2012
Amici Miei
A volte, navigando nel web, si incrociano le notiziemonicelli, quelle che, se sono autentiche, fanno ridere ma sarebbero da piangere, oppure fanno piangere anche se viene da ridere, fate un po' voi.
Un esempio di questo tipo di news è la passione che si vorrebbe scoppiata tra un celebre fotografo ed esperto di comunicazione e una politica rampante; si, insomma, Fabrizio Corona e Nicole Minetti; l'informazione, per quanto succosa, non è però la migliore degli ultimi tempi.
La più monicelliana di tutte è quella che riguarda Umberto Bossi, che avrebbe dichiarato un traditore Alessandro Manzoni e un mattone I Promessi Sposi.
Ora, a parte che mi stupisco profondamente del fatto che un millantatore, millantato medico, che usciva tutte le mattine da casa con la valigetta per fingere di recarsi all'ospedale a svolgere un lavoro inesistente, mentendo alla moglie che, alla fine, l'ha scoperto nel più banale dei modi: andando a cercarlo sul lavoro, abbia ancora il coraggio di dare del traditore a chicchessia; a parte che mi sorprende il fatto che un ex velleitario cantante, un paesano da bar del profondo nord, uno di quelli che le sparano grosse e gutturali, sappia anche solo che Manzoni Alessandro sia esistito; a parte che questo rozzo individuo dal medio pronunciato e dalla pronuncia turpiloquente (mai sciacquato panni in Arno, il Bossi, tanto meno la bocca) dovrebbe anche accontentarsi del molto che è riuscito ad ottenere da platee evidentemente perfino peggiori di lui e rassegnarsi a una silenziosa ancorché livorosa vecchiaia; mi domando come qualmente sia possibile che un ignorante di tal fatta, capostipite di prole bocciata non so quante volte all'esame di maturità, prima di essere brillantemente e rapidamente insignita di laurea albanese e, nel contempo, o giù di lì, assumere remunerate cariche pubbliche; mi domando dunque come l'Umba Umba possa ambire pure al titolo di critico letterario.
D'altro canto non vorrei che fosse caduto nell'ennesimo inganno famigliare, che, insomma, lui, di suo, abbia aggiunto solo la parte politica, concernente il tradimento, come una ciliegina sulla torta del giudizio letterario negativo fornito dal figlio Renzo, ittico virgulto il quale, in quanto membro laureato, potrebbe a buon diritto avere espresso una valutazione che molti studenti hanno condiviso.
Prima di crescere.
giovedì 2 agosto 2012
Ma perché sempre io?
Ve lo ricordate?
Se non sbaglio, una scritta del genere è stata esibita da Balotelli dopo l'ennesimo attacco della stampa scandalistica inglese a seguito dell'ennesima Balotellata.
Bastava non farla, la Balotellata.
In maniera analoga, sembra che la ministra Fornero abbia detto qualcosa del tipo: "E poi mi chiedo se tutte queste critiche non derivino anche dal fatto di essere un ministro donna"
Tranquilla, Elsa, chiunque, di qualsiasi sesso e colore, avesse avviato la tua riforma delle pensioni, avesse generato il pasticcio degli esodati, avesse reso più facili i licenziamenti dei lavoratori, avesse dichiarato che il lavoro non è un diritto (con l'aggravante di essere ministro del lavoro), sarebbe stato accolto da sonore pernacchie.
Non è perché sei donna, è perché fai delle minchiate che costano tantissimo a tantissime persone.
E' per questo e per la tua età non più giovane e inesperta, per l'importanza della carica che ricopri, e per la tua cultura, che sei molto meno giustificabile di Balotelli quando dici di non capire perché tanta gente ce l'ha con te.
lunedì 16 luglio 2012
quanti pesi e misure?
Sono stati condannati alcuni dei ragazzi che nel 2001 hanno messo a ferro e fuoco la città di Genova.
Pene toste.
Da più parti si invoca clemenza; molti di loro (tutti?) hanno cambiato vita, alcuni sono padri e madri, alcuni operano in attività meritorie.
Ho letto un'intervista al magistrato Anna Canepa, che sostiene la scrupolosità delle indagini e si dichiara certa che nessuno dei condannati sia finito sul banco degli imputati per caso; questa necessità di assoluta certezza spiegherebbe anche il numero ridotto di imputati.
Sono d'accordo quasi su tutto, compresa la parte finale dell'intervista, quando la Canepa suggerisce di andare a rivedere i filmati di quella tragica giornata del G8.
Genova assistette a un episodio inaudito di violenza collettiva e prolungata, e chi di quella violenza fu parte attiva, da maggiorenne, era pienamente responsabile delle sue azioni.
Giusta la pena e giusta anche la severità.
Peccato che, dei giorni del G8, ci siano anche altri filmati, e che altri processi non si siano conclusi con condanne altrettanto esemplari.
Se è giusto dare otto anni di galera a un ragazzo di vent'anni che spacca vetrine, rovescia macchine, appicca il fuoco, ruba una vespa; quanta galera deve fare un poliziotto che, con l'aggravante di essere tutore dell'ordine pubblico, spacca teste innocenti, tortura, insulta, mistifica, fornisce falsa testimonianza, falsifica prove?
Quanta galera devono fare i suoi capi e mandanti?
martedì 10 luglio 2012
Progetto Eden
Progetto Eden è finito.
Adesso un po' di lavoro di rifinitura, ma con calma. E' Estate e fa caldo.
Magari butto giù qualche altro racconto.
Intanto vediamo che succede del progetto "Audiolibero" e del prossimo romanzo che dovrebbe uscire in Settembre.
Buone vacanze a chi le fa
venerdì 29 giugno 2012
L'Italia è una Repubblica affondata sul lavoro
L'articolo 1 della nostra Costituzione lo conoscono anche i bambini:
"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro"
Ci sarà un motivo se il lavoro viene citato proprio in apertura, come parte di una sorta di articolo madre, da cui discendono gli altri che, senza di esso, non potrebbero nascere.
E, poco più avanti, l'articolo 4 recita: "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto."
Quindi, non solo riconosce, ma promuove il diritto.
Diritto che oggi la ministra Fornero, che, in qualità di Ministro del Lavoro ricopre proprio la carica preposta più di ogni altra emanazione repubblicana alla salvaguardia e alla promozione del diritto medesimo, nega.
La presuntuosa professoressa forse, oltre alla Costutuzione, dimentica che senza il riconoscimento del lavoro come diritto, non avrebbe senso nemmeno l'esistenza di un Ministro ad esso preposto.
Per la verità, l'idea che Elsa si immaginasse più come un ministro del licenziamento dal lavoro, mi aveva già sfiorato, ma di cantonata in cantonata, mi pare che questa tecnica insigne abbia perso di vista gli scopi, se mai li ha avuti chiari.
Ora, è vero che quando imperava Cialtron Escort, il suo ministro del lavoro era lo sciagurato Sacconi che, tra le altre porcherie, ha tenuto fermi gli operai sotto la mannaia del maramaldo Marchionne, tra l'altro, senza nemmeno vergognarsi di plaudire alla novità dei contratti "contra personas", ma, via, non si potrebbe trovarne uno o una normale? Che almeno sappia che cosa è la Costutuzione, che cosa significa la parola "diritto", che cosa vuol dire "lavoro".
E magari, esageriamo, che conosca anche la fatica di vivere dei lavoratori.
mercoledì 20 giugno 2012
Evviva.
Sembra che si debba esultare perché, in Grecia, la sinistra ha perso.
In buona sostanza, l'Europa (il mondo?) dovrebbe tirare un sospiro di sollievo perché i politici che hanno contribuito a portare quel paese al disastro, sono di nuovo in sella.
Mi sembra follia, ma ha una sua logica.
Finché il potere delle finanze bastarde e dei mercati maledetti sarà quello che detta legge, ci sta eccome che spinga per la propria conservazione.
In parole povere, una svolta verso un modo diverso di concepire l'Europa andrebbe contro gli interessi di questa Europa, fondata sul profitto e non sulla solidarietà, fondata sul principio, certo non di sinistra, che il guadagno sia svincolato dall'etica, accompagnato dall'idea che la destra ha della meritocrazia: chi è capace deve vivere al meglio delle sue possibilità e chi non ce la fa è destinato a perire.
Il colmo, la beffa oltre il danno è quindi insita nel fatto che a questa situazione di temporanea stabilità nella conservazione (reazione?), dovremmo perfino essere grati perché ci permette di prolungare un'agonia che vede coinvolti soprattutto (esclusivamente?) quelli che non l'hanno meritata.
mercoledì 30 maggio 2012
Dall'acqua nasce l'anima
Si tratta di un concorso letterario nazionale, che ha visto la partecipazione di 260 racconti.
Il mio "Il pozzo e il pneuma" non si è classificato tra i primi tre, ma è stato segnalato tra gli altri dieci meritevoli di menzione e, credo, pubblicazione.
Ne sono contento, e ringrazio i componenti della giuria.
La premiazione il giorno 8 Giugno, alle 18, a Palazzo Ducale, nell'ambito del Festival Della Poesia.
Se passate di lì...
sabato 19 maggio 2012
Assassini vigliacchi
Credo che sia difficile la comprensione delle menti che progettano ed eseguono un gesto vigliacco capace di uccidere una ragazza di sedici anni, innocente e ignara, davanti a una scuola.
Perché? Per perseguire quale disegno? Non ne esistono di così enormi da superare l'importanza della vita di una ragazzina.
Se mai ha una giustificazione la parola "mostro", penso che la si possa spendere in questo caso terribile; si tratta di un mostro depravato e laicamente sacrilego, che si ciba di sangue giovane e futuro.
Più probabilmente, si tratta di una pattuglia di mostri: alcuni pianificatori con neuroni, altri esecutori privi di neuroni; non riesco nemmeno a immaginare un unico cervello così perverso da pianificare ed eseguire un evento simile.
Ed è vero che fatti del genere, purtroppo, avvengono nel mondo più lontano, nella nostra quasi indifferenza; ma è pur vero che nel nostro Paese non c'è dittatura o guerra dichiarata o instabilità tale da fornire spazio a stragisti di bambini.
Almeno, non c'erano fino ad ora.
E' comunque uno strano Paese, il nostro; capace di indignarsi più per una ventilata tassa sugli animali domestici che per il pasticcio degli esodati o l'ignominia della incapacità di approntare una legge contro la corruzione.
E' un Paese che sembra aver dimenticato come, nel 1993, attentati di mafia contro persone inermi ed edifici simbolici, ottennero che lo Stato si piegasse alla trattativa.
Può darsi che la criminalità organizzata abbia nuovamente qualcosa da chiedere e ricordi, lei sì, che questo è il modo per ottenerla.
Come può darsi che il nostro Paese, mai debole come in questo momento, mai disunito come in questo momento, dal dopoguerra, sia la preda ideale non solo per gli avvoltoi della finanza speculativa, che volteggiano sull'Europa intera, ma anche per i criminali organizzati e cruenti, quelli che, per dirla alla Grillo, "affamano la gente meno della politica", anche se forse ammazzano una ragazza di sedici anni perché nella debolezza dello Stato sanno di poter portare un assalto efficace.
E potrebbe anche darsi che questo sia un attacco mosso dal terrorismo, che sta ritrovando, anche lui, punti deboli in cui affondare.
Io sono stato alla manifestazione organizzata ieri, nella mia città, contro il delirante attacco ad un uomo indifeso.
Eravamo tremila. Meno di quanti mi aspettavo, meno di quanti sarebbe logico aspettarsi se davvero vogliamo vincere questa battaglia contro le forze che sbarrano il passo alla speranza di un futuro normale.
Soprattutto mancavano i giovani, quei giovani che vivono di insicurezze e precarietà e che, da oggi lo sappiamo, possono anche morire di bombe vigliacche.
Corruzione, terrorismo, criminalità organizzata, sono i figli maledetti di una illegalità diffusa e di una carenza sempre maggiore dei valori che hanno fondato la nostra società, riportati per iscritto nella nostra Costituzione.
Bisogna che i giovani prendano coscienza del fatto che questi tre macigni pesano sul loro futuro e vanno sgretolati senza esitazioni; bisogna che quelli che questa coscienza già ce l'hanno glielo spieghino.
Se è una guerra, soltanto uniti possiamo fare la nostra Resistenza.
lunedì 7 maggio 2012
sparano
Non si sa ancora quale sia il movente dei proiettili sparati alle gambe dell'AD di Ansaldo Nucleare, al quale va tutta la mia solidarietà.
Quello che so è che, a Genova, cose del genere le ho già viste cominciare quaranta anni fa.
Credo da sempre che, in una democrazia, il tentativo di eversione, la lotta armata siano scelte folli o criminali.
La democrazia è fatta proprio per permettere avvicendamenti fisiologici degli uomini e delle idee, con percorsi codificati, di libero accesso e incruenti.
In democrazia vince l'idea più forte, non la pistola più veloce o l'arma più potente, quelli sono strumenti della dittatura.
Quello che mi preoccupa, oggi, è che la follia e la criminalità trovano sempre terreno fertile nella disperazione e, se mi guardo intorno, il tasso di disperazione nel Paese (e in Europa) è molto più alto di quaranta anni fa.
sabato 5 maggio 2012
questione di parametri
Ci sono notizie che si sperano fasulle.
Ma questa è la seconda volta che la leggo e, nonostante la sua enormità, non mi risulta smentita.
Temo allora che sia vera.
Monti avrebbe dato risalto ad una classifica di suicidi derivati dalla crisi, classifica che vedrebbe l'Italia sopravanzata dalla Grecia.
Se ne ha parlato, evidentemente, ritiene il parametro indicativo di una migliore condizione del nostro Paese rispetto all'Ellade.
Ecco quindi che, oggi, i suicidi per disperazione entrano a far parte ufficialmente di una qualche statistica che definisce il benessere di una nazione.
Come il PIL, come il debito pubblico, un parametro cinicamente esaminato dalle società di rating, dagli investitori internazionali.
Abbiamo salito un altro gradino verso il mondo che vogliamo? O l'abbiamo sceso?
Chissà che il nostro governo non gioisca moderatamente, aspettandosi un mercato delle bare e delle esequie in controtendenza, per la ripresa della domanda interna; e, magari, un miglioramento della bilancia dei pagamenti per l'aumento delle esportazioni di casse in legno economico verso la Grecia.
Questo sarebbe un altro "effetto collaterale" della politica che continua a sottrarre ai poveri, cercando di non scontentare troppo i ricchi; una politica che appare sempre di più spietatamente dedicata al miglioramento delle condizioni di vita di chi vive già bene, anche al prezzo di vite altrui.
In questo senso sembrano andare anche le nomine di Bondi, chiamato a studiare ulteriori tagli; Amato, pensionato da trentaduemila euro al mese, e Giavazzi, liberista convinto.
Invece il ministro Riccardi ha detto, più o meno, che è ora di fare qualcosa per il disagio sociale che si sta manifestando.
Ah, bene, si vede che quando hanno tagliato le pensioni dei poveracci e creato gli esodati, e aumentato a dismisura le tasse, e manomesso l'art. 18, non sapevano che il disagio si sarebbe manifestato, l'evento li ha colti di sorpresa.
Bisogna fare qualcosa per il disagio sociale. E' giusto. Meglio tardi che mai.
Ah, se i suicidi passati avessero avuto un po' più di pazienza!
E i candidati al suicidio attuali, che aspettino ancora un poco in cima al cornicione o sullo sgabello o col dito sul grilletto, non vorranno mica che la Grecia risulti meglio di noi nella classifica avulsa.
Un po' di amor di Patria, che diamine!
Iscriviti a:
Post (Atom)

