venerdì 16 aprile 2010
io sto con Emergency
Ieri sera ho sentito, ad Anno Zero, discorsi da fa accapponare la pelle.
Un americano da operetta, sorvolando sulle centinaia, forse migliaia di bambini e civili innocenti salvati dai medici di Emergency, sosteneva che è sbagliato curare i terroristi feriti, perché così poi tornano a combattere e si prolungano le guerre (Ippocrate si rivolta nella tomba); il nostro ministro buttafuori, livido, lanciava ululati e sbavava all'indirizzo di Gino Strada, lasciando intendere che la posizione del medico e della sua associazione potesse essere quella di fiancheggiatori del terrorismo (naturalmente, dopo aver asserito di riconoscere quanto di buono Emergency ha fatto nel mondo), infarcendo, nel contempo, di condizionali e dubitativi la presunzione di innocenza dei nostri connazionali sequestrati .
Ho provato e provo tutt'ora un moto di nausea; come sempre, più che per quella gente, per tutti quelli che li sostengono e li acclamano.
A margine noto che, in provincia di Brescia, alcuni genitori non solo hanno difeso il sindaco di Adro quando ha deciso che i bambini figli di chi non pagava la retta non avrebbero avuto diritto alla mensa scolastica, ma sono addirittura insorti quando un benefattore ha deciso di accollarsi le spese perché i bambini incolpevoli non fossero discriminati.
La cosa curiosa è che sono sicuro che Gino Strada soccorrerebbe Luttwak se gli scoppiasse una mina sotto il culo, pur sapendo che, il giorno dopo, il cinico (eufemismo) politologo (eufemismo) lo accuserebbe di salvare i Talebani.
E, per quanto mi riguarda, se Cota, La Russa, Berlusconi, Brunetta, Bondi, Bossi, e resto della masnada, ridotti in miseria, avessero figli piccoli (nel caso di Bossi, avannotti) che domandano cibo, se fosse in mio potere, certo non glielo lesinerei.
Io sto con Emergency e contro questa gentaglia.
Per quanto possa servire.
giovedì 8 aprile 2010
Datemene una buona!
Notizia. Vorrei una buona notizia.
Renzo Bossi è stato eletto; non so quanto guadagnerà, ma so che saranno soldi pubblici, con buona pace della Roma ladrona cara ai legaioli.
Sì, perchè anche mille euro (e saranno molti di più) elargiti da un ente pubblico a un giovanotto che, a guardarne opere ed aspetto, pare la conferma delle più inquietanti teorie del Lombroso, che ha sostenuto tre volte l'esame di maturità (bocciato 2007, bocciato 2008, bocciato al ricorso presentato dal papùn che è la versione nordica del papi, infine promosso con 69) mi paiono un furto ai danni di tutti gli italiani, anzi, furto con scassamento e beffa per tutti quei ragazzi davvero intelligenti, davvero impegnati negli studi, che possono a stento sperare in un posto da precari per una somma spesso inferiore.
Ieri ho sentito Livia Turco dire che è ora di finirla con le accuse alla sinistra di frequentare salotti.
Personalmente, devo dire che tra i salotti e la "cultura popolare" imperante non avrei esitazione.
Se è questo il popolo: la trota, suo padre, borghezio e compagnia berciante, datemi un salotto chiuso a doppia mandata, ci sto anche da solo, eventualmente, con un po' di libri e una finestra e una televisione, perché, ancora adesso, se uno vuole vedere cosa accade davvero, qualche elemento, dai pixel, lo può ricavare.
Per concludere, la solita domanda: ma che popolo è quello che decide di farsi governare da questa ghenga?
Che accetta di affidare l'educazione delle future classi dirigenti alle volontà di un ministro già emigrante, dal nord al sud delle lauree "meno difficili", per riuscire a laurearsi?
Che manda a un vertice politico, che dovrebbe discutere anche di Costituzione, uno sbarbato pluriripetente senza altra qualifica che la (pessima) genealogia?
Che affida riforme determinanti per il Paese a un trust di cervelli impegnato soprattutto a trovare il modo di evitare al capo guai giudiziari?
Qualunque sia la risposta, sia ben chiaro che io con questi qui non ho niente da spartire, se non il Paese dove vivo e che, purtroppo, amo.
Credo che, come me, ce ne siano molti. Stiamo in un salotto molto grande, sperando che si allarghi sempre di più.
domenica 4 aprile 2010
mi correggo
"La Repubblica" di ieri mi ha tratto in inganno.
Oggi scopro che la frase attribuita con virgolettato al Cantalamessa, non parla di "odio verso il papa" ma di "attacco violento".
Bé, non è la stessa cosa.
Si può portare un attacco, più o meno violento, senza necessariamente odiare; magari anche solo per legittima difesa.
In ogni modo, per correttezza, sono costretto a rivedere le mie considerazioni.
I due partiti, evidentemente, non sono così vicini alla copula culturale, siamo ancora ai preliminari
sabato 3 aprile 2010
Ahi ahi...
Raniero Cantalamessa.
In un cartone animato cosa farebbe uno che si chiama così?
Quello che fa per davvero: il predicatore pontificio.
Viene da sorridere.
Però il sorriso che non può fare a meno di spuntare, data la coincidenza, viene immediatamente spento dalle parole del nostro, riportate su "la Repubblica" di questa mattina: "L'odio verso il papa è come l'antisemitismo."
Trattavo solo ieri sera, sul blog, dell'inquietante abbraccio tra il partito dell'amore e quello del paradiso ad ogni costo, partivo da una parola, usata in circostanze analoghe da tutte e due le compagini.
La parola era "complotto". Neanche il tempo di svegliarmi del tutto, ed ecco l'altro caposaldo linguistico usato da tutte e due le fazioni, ugualmente a sproposito: "odio".
La velocità con cui si sta verificando la convergenza lessicale indica la prossimità dei frutti della copula culturale: pavento scomuniche impartite per delega da Bondi o Cicchitto e roghi presidiati da Bertone e La Russa, ambedue danzanti davanti al fuoco, su coreografia di Garrison, mentre Minzolini e Sallusti, che hanno le physique du role, scagliano anatemi.
Musiche, naturalmente, di Apicella, cantate con trasporto da Silvio e Benedetto.
venerdì 2 aprile 2010
Pasqua
Di resurrezione.
Ne avremmo bisogno.
Il papa condanna fermamente gli errori (orrori) dei preti pedofili.
Chi lo accusa dice che, nel passato, il cardinale Ratzinger ha coperto alcuni casi.
Chi lo difende dice che mai come oggi la chiesa ha preso una posizione ferma e dura.
Ferma e dura? Accipicchia, che scossone!
Mi pare che ci sia stato un vescovo reo confesso dello stupro di decine di bambini.
Non dovremo mica temere che per lui le parole del papa siano una punizione eccessiva?
Io credo che per quanto la sua anima possa esserne lacerata, difficilmente si avvicinerà a un miliardesimo del dolore provocato agli innocenti di cui ha abusato.
Si dirà che il compito della chiesa è la misericordia, però mi pare che, ultimamente, anche questo sentimento, in vaticano, sia utilizzato, come dire, "ad personas".
Ma, al di là delle parole che, come sappiamo, oggi hanno significati ondivaghi, dove sono la fermezza e la durezza?
I colpevoli del gravissimo reato di infanzia devastata hanno pagato? Pagheranno? Qualcuno è andato o andrà in galera?
La chiesa del tedesco si rende conto del fatto che essere prete, per un pedofilo, è un'aggravante?
O le parole dure e ferme rischiano di stemperarsi nel concetto che la pedofilia esiste dappertutto?
Credo che il vangelo parlasse di una macina di mulino legata al collo e un tuffo, per chi avesse dato scandalo ai fanciulli.
Non si pretende tanto.
Ma un giudizio e una pena laica per un reato laico mi paiono il minimo.
Invece, da qualche feritoia nelle mura vaticane, filtra perfino la parola "complotto"
Sono un giallista dilettante e faccio due più uno: quel vocabolo l'ho già sentito, spesso e di recente, pronunciato da esponenti del "partito dell'amore"; i pretacci in carriera (specie generalmente molto diversa dai cristiani alla Don Gallo e da tutti quelli che cercano davvero di operare secondo vangelo) hanno appena concluso una fruttuosa campagna elettorale a favore del "partito dell'amore" stesso; Angelino Alfano (un nome una garanzia. Magari da ora in poi lo faranno Cherubino) ha mandato ispettori a fare le pulci a un giudice italiano che si è permesso di esprimere dubbi sul comportamento delle gerarchie ecclesiastiche rispetto ai casi di pedofilia interna di cui esse sono venute a conoscenza.
Non è che il partito dell'amore e quello del paradiso a tutti i costi si sono alleati in un sodalizio che porterà a sbocchi trascendenti?
Del resto, l'uomo che sconfiggerà il cancro in tre anni, già unto dal Signore, già migliore statista degli ultimi centocinquant'anni, sembra ormai pronto per il miracolo, presentandosi come un incrocio tra Vanna Marchi e Otelma in quintessenza; ed ostenta un afflato mistico, propiziato dalle celestiali melodie di Apicella.
E se il prossimo predellino, calcato da Benedetto con bandana e Silvio con pastorale, fosse quello della papa-mobile, da cui annunciare, urbi et orbi, a un seguito sterminato di Maddalene, una santa alleanza per il "partito dell'amore eterno"?
Se così fosse, (inquisizione docet) non solo la resurrezione si allontana di parecchio, ma perfino chi è già risorto rischia di non sentirsi troppo bene.
Il dato positivo è che Lucifero, all'opposizione, potrebbe garantire posizioni più decise rispetto a Bersani.
Auguri a quasi tutti.
(Non specifico l'alfabeto degli esclusi perché, da Alfano a Zaia, sarebbe troppo lungo).
Con l'occasione mi rivolgo ai timidi frequentatori del blog, che ho scoperto esistere.
Lasciate un segno del vostro passaggio, giusto per liberarmi dall'idea di sproloquiare a vuoto, o magari per confermarmi che di sproloqui si tratta.
sabato 20 marzo 2010
vocabolario
Ho scoperto che, da qualche tempo, alcune parole che conoscevo hanno assunto un diverso significato.
Credo quindi che il nostro vocabolario debba tenerne conto.
AMORE: livore che viene manifestato nei confronti della parte avversa, pretendendo di avere a disposizione un numero infinito di guance porte
ARBITRO: dipendente
COMUNISTI: tutti coloro che la pensano diversamente
COSTITUZIONE: sana e robusta, sessualmente attiva, grazie.
DEMOCRAZIA: governo del popolo che adora il capo e le sue manifestazioni
ESCORT: benefit aziendale
GIUSTIZIALISMO: atteggiamento sovversivo di chi esige il rispetto delle regole
INTERCETTAZIONI: strumento del male che rischia di mostrare la verità
MAGISTRATI: termine ambivalente; nell'accezione più comune si traduce con: banda di malfattori al servizio di un complotto; raramente indica funzionari dello Stato che arrestano i comunisti.
LIBERTA': concetto di difficile definizione, si può dire, in fase transitoria, che quella dell'altro finisce dove comincia la mia, tendendo, a regime, ad affermare che quella dell'altro finisce e basta.
ODIO: atteggiamento di chi tenta di sottrarre la propria guancia alle percosse
PROCESSO: termine gergale, volgare e intraducibile.
PROCESSO BREVE: tentativo di sottrarre al termine un po' di volgarità.
Questi sono solo alcuni dei lemmi; altri sono in fase di revisione.
Purtroppo.
mercoledì 10 marzo 2010
4-0
il Milan ha perso 4 a 0 con il Manchester,
Questo fatto provocherà alcune conseguenze.
1 Un decreto che ribalti il risultato in considerazione del fatto che più di undici giocatori del Milan erano presenti sul campo e non hanno potuto conseguire il risultato che spettava loro legittimamente e democraticamente, a causa di alcuni contrasti pretestuosamente portati da uomini le cui casacche rosse indicavano chiaramente l'appartenenza all'esercito del male.
2 Una manifestazione per la democrazia nel calcio, che metta finalmente gli oppositori in condizione di non nuocere e assegni lo scudetto e ogni altro titolo alle forze rossonere del bene.
3 L'introduzione di una nuova regola che prevede la moviola in campo, gestita da Minzolini per fare chiarezza solo nei casi che il presidente ritiene dubbi, così da mostrare al pubblico tutte le malefatte degli arbitri, membri di un complotto comunista per i quali si chiede, con una riforma, la separazione delle carriere e il rigore breve, quello che, qualora assegnato agli avversari, va tirato in un milionesimo di secondo dalla decisione arbitrale, pena la squalifica.
sabato 6 marzo 2010
dimenticavo
Che succederà in una qualsiasi delle prossime elezioni, quando lo spoglio delle schede decreterà un vincitore?
Forse niente se verrà battuta l'opposizione. Ma, in caso contrario, perché non ricorrere a un decreto che permetta di prolungare i termini fino ad "integrare" le urne dei voti necessari a ribaltare l'esito?
C'è davvero ancora qualcuno che pensa che la democrazia non sia ferita, forse mortalmente, da questi satrapi paesani che chiamano le regole "cavilli"?
venerdì 5 marzo 2010
Quanto manca al fondo del barile
Ineffabile paese.
Una democrazia dove i primi a non rispettare le regole sono quelli che devono difenderle, e tutti gli altri seguono a ruota.
Una democrazia?
Spero di diventare vecchio abbastanza da rivederla, la democrazia.
Tralascio commenti su quanto leggo in questi giorni; c'è chi addebita la mancata presentazione delle liste o l'irregolarità delle firme a un complotto della sinistra.
Come se il Tafazzi di giacomiana memoria si martellasse le balle attribuendo alla sinistra la responsabilità dei colpi.
Aspetto di vedere il Milan proseguire, per decreto, una partita oltre i tempi supplementari, finché non segna il goal della vittoria.
Aspetto di vedere un esame all'Università protratto finché lo studente non risponde in modo soddisfacente.
Aspetto di vedere un bando di concorso pubblico che non scade finché i candidato graditi agli esaminatori non avranno prodotto tutti i documenti e conseguito i titoli necessari.
Aspetto di vedere treni e aerei e navi non partire mai perché l'orario è una variabile dipendente.
Il problema è che per quanto mi aspetti il peggio, la realtà che mi sta intorno riesce quasi sempre a superarmi.
giovedì 25 febbraio 2010
Che cos'è
Che cos'è un senatore che balbetta al telefono scusandosi con un malavitoso, il quale lo apostrofa dicendogli: "tu conti come il mio portiere (portinaio), tu sei lo schiavo mio"?
Che cos'è un presidente del consiglio che il giorno successivo alla pubblicazione delle intercettazioni relative alla telefonata, o forse la sera stessa, è così impudico e impudente da sembrare colluso, quando afferma che le intercettazioni violano la riservatezza dei cittadini al punto da configurare uno stato di polizia? E subito dopo è così razzista da affermare che gli stranieri ci invadono.
Ma soprattutto, che cos'è un paese, un popolo, parola così abusata da risultare ormai svuotata di significato, che assorbe tutto questo senza vergogna, senza tentare di frenare la propria caduta, sempre più accelerata, nel baratro in cui vengono seppelliti la sua storia, la sua cultura, la sua dignità, i suoi valori, la democrazia e il futuro?
martedì 16 febbraio 2010
Presentazione 21 Febbraio 2010
Sì, è vero; sono sparito.
Si è trattato però di un ozio apparente.
Intanto, domenica prossima, alle 11, nella sede degli amici della RN Camogli, ci sarà una presentazione del mio libro DI SOLITO I PESCI NON MUOIONO ANNEGATI.
A lato notizie più dettagliate dal sito di LIBERODISCRIVERE.
In secondo luogo, in questo periodo ho cominciato e finito la mia ultima commedia (ultima in ordine di tempo, non gioite a vanvera).
Se essa vedrà anche la luce artificiale di un palco, è tutto da decidere...
giovedì 24 dicembre 2009
buon natale
sono stato ripreso da più parti per aver fatto auguri troppo stringati.
Pazienza. Un giorno o l'altro scriverò anch'io il mio racconto di Natale e farò ammenda di un'eccessiva concisione.
Per ora tanti auguri, a chi passa di qui, di un buon Natale e un felice anno nuovo.
Che altro?...
martedì 15 dicembre 2009
parole come pietre
Di Pietro e Bindi hanno detto qualcosa di assolutamente sensato e condivisibile: piena solidarietà al premier, condanna ferma e totale di qualsiasi forma di violenza, considerando che la parte politica di Berlusconi non può non rendersi conto delle proprie responsabilità rispetto all'avvelenamento del clima politico.
Apriti cielo!
Da destra indignazione, da sinistra presa di distanza.
Cicchitto ha detto in tv, rivoltando la frittata per riferirsi a Di Pietro e Bindi, che "le parole sono come pietre".
Pienamente d'accordo sull'affermazione.
Vediamole, allora, un po' di parole di questi agnelli sacrificali di destra, vittime della sinistra cattiva, prese pari pari dalla stampa.
"Per quanto mi riguarda questa è l'ultima manifestazione senza bastoni. Cominciamo a dare segnali e un bel segnale è una scarica di legnate" Mario Borghezio 24/6/2005
"La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni (...) qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni." Roberto Calderoli
"Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse" Silvio Berlusconi 4/4/2006
"Guarda che queste elezioni potrebbero finire con la necessità di prendere il fucile (...) la sinistra è fatta da canaglie, da delinquenti" Umberto Bossi 6/4/2008.
"Con Obama, Al Quaeda è più contenta" Maurizio Gasparri 5/11/2008
"La povera sinistra sarebbe nata con altri scopi e invece si fa condizionare da un' élite di merda (...) alla sinistra "per male" dico: vadano pure a morire ammazzati" Renato Brunetta 19/9/09.
"Se trovo quelli che scrivono libri sulla mafia e vanno in giro per il mondo a farci fare bella figura, giuro, li strozzo" Silvio Berlusconi 28/11/2009.
C'è di più e di peggio.
E' vero, le parole sono pietre, e chi le scaglia dovrebbe avere almeno il coraggio di non nascondere il braccio.
E chi guarda dovrebbe almeno vedere da dove è partito il lancio.
Sono sicuro che una utopistica presa di coscienza di concause ed effetti da parte di Silvio, pur non evitandogli l'amarezza di scoprire che non tutto il popolo è con lui, almeno gli sottrarrebbe un po' di stupore.
mercoledì 2 dicembre 2009
lingua che cammina
Da ragazzo leggevo i fumetti dell'uomo mascherato "l'ombra che cammina".
Da grande scopro che c'è addirittura una sorta di etnìa che circonda il piccolo capo, che ha i due massimi esponenti in Emilo Fede e Sandro Bondi.
Tra ieri sera e questa mattina, Bondi, lingua che cammina, nel senso che tutto il suo essere è evidentemente concentrato in quell'appendice capace di leccare molto meglio di quanto non lo sia di parlare, si è esibito in un salto mortale triplo con lecchinaggio annesso che mi ha lasciato stupefatto.
A Ballarò, dopo aver lanciato le consuete accuse alla magistratura eversiva e politicizzata, (accuse che ha limitato a una parte dei magistrati solo a seguito di una puntualizzazione, forse dovuta alla De Gregorio), dopo aver parlato perfino di torture, a proposito di "mani pulite"; subito dopo l'intervento telefonico di Gianfranco Fini che ha riscosso unanime consenso, ribadendo posizioni assolutamente condivisibili e molto distanti da quelle del nostro, ha asserito di aver affermato più o meno le stesse cose dette dal Presidente della Camera.
Per la serie: ma come ce l'ha la faccia?
Questa mattina, altro giro di valzer: dopo una presumibile incazzatura del piccolo capo, Bondi dichiara alle agenzie di sentirsi "molto amareggiato" dalle affermazioni di Gianfranco Fini, che, peraltro, aveva detto di condividere la sera prima, nonostante rappresentassero una posizione radicalmente diversa dalla sua.
Ah! Ecco come ce l'ha, la faccia...
domenica 22 novembre 2009
giovedì 5 novembre 2009
Nuovo romanzo
Va bene, visto che sono a pagina 170, forse posso azzardarmi a pubblicare uno stralcio del nuovo lavoro che sto scrivendo. Titolo provvisorio RENZO PARODI HA LA FACCIA DI BRONZO.
sabato 31 ottobre 2009
Diogene
Si tratta di un'iniziativa che si propone di far conoscere la drammaturgia ligure contemporanea e, grazie al cielo, vivente.
Sono stato contattato da Simonetta Ronco per partecipare ad una delle serate che si terranno nei bellissimi locali della Passeggiata Librocaffé in via S.Croce 21, in Sarzano, vicino al museo di Sant'Agostino.
Sarò quindi ospitato da uno dei tanti gioielli che poca Genova sa di avere, una ex-chiesa antichissima, recuperata con affetto e intelligenza dall'abbandono grazie alla volontà e al gusto di Fabio Caccia.
Mentre ringrazio gli organizzatori per il loro invito, avviso chiunque passasse dal mio blog: giovedì 12 Novembre, alle ore 20, oltre a me e a un'intervistatrice, ci saranno spezzoni filmati di alcuni miei spettacoli e letture possibili grazie alla presenza degli attori Germana Venanzini, Sara Pizzoccheri e Paolo Portesine.
domenica 18 ottobre 2009
rieccomi
E' vero che non curo appassionatamente il mio blog. Ma oggi ho un po' di tempo prima di mettermi a lavorare al nuovo libro e provo a rimediare.
Intanto una comunicazione a chi dovesse passare di qui: il 12 novembre, alle ore 20, sarò alla Passeggiata Libreria Caffé di piazza S.Croce 21, a Genova, per una serata intitolata ai "drammaturghi liguri in scena". Ci saranno amici attori, spezzoni di spettacoli, e quattro chiacchiere sul mio teatro.
Chiunque vorrà partecipare sarà il benvenuto.
Poi voglio parlare di ciò che sta succedendo a questo Paese.
L'ultima strategia difensiva che ho sentito articolare dagli scherani del capo, rispetto agli evidenti tentativi di limitazione della democrazia da lui avviati, si concentra, essenzialmente, in due punti. Il primo si riassume nella domanda: "Ma come è possibile che un uomo sia sotto processo da quindici anni?" A cui viene fatta seguire la risposta: "Evidentemente è un perseguitato." A questa teoria sarebbe facile obiettare, da parte di chiunque non fosse sciocco o in malafede: "Evidentemente c'è la possibilità concreta che quell'uomo delinqua da quindici anni." Ma, stranamente, pochi lo fanno.
Il secondo baluardo è ancora più tremendo: "Il popolo è con noi."
A parte che è ancora tutto da verificare quanto popolo sia con loro (l'uso spregiudicato della menzogna da parte del boss e dei suoi sodali è riscontrabile ormai quasi quotidianamente), la storia ci insegna che anche Hitler e Mussolini furono eletti dal popolo e che il loro consenso venne definito in alcune occasioni addirittura "oceanico".
Ciò dimostra che non è sufficiente il consenso del popolo per garantire equità, giustizia e democrazia.
In realtà, io credo che il popolo possa sbagliare, magari moltiplicando l'errore dei suoi singoli componenti con esiti catastrofici, ed è proprio per questo che la democrazia, che è il governo del popolo, introduce a priori filtri e strumenti che rendano possibile l'applicazione di correzioni a sbagli potenzialmente letali.
E' proprio il popolo che, in democrazia, utilizza questi accorgimenti, per lo più identificabili con le istituzioni e le loro competenze, necessari a preservare la sua forma di governo.
E sono proprio queste parti della democrazia, indispensabili alla sua sopravvivenza, le più invise al capo e ai suoi scherani, che fanno il possibile per eliminarle ed avere un rapporto diretto col popolo, il quale forse non si rende conto del rischio corrente, eliminate le salvaguardie a tutela della forma di governo che lo rende sovrano, di trasformarsi in sudditi.
Ce ne sarebbero ancora da dire.
Dalla vergognosa minaccia lanciata dal vendicativo bauscia al giudice che si è occupato del risarcimento legato alla vicenda Mondadori, e di come una di quelle televisioni che, secondo le bugie del capo: "non hanno mai attaccato nessuno" abbia tentato di sputtanarlo; all'insopportabile Castelli che si erge pubblicamente a difensore del made in italy, membro di un partito che dell'Italia non vorrebbe nemmeno far parte.
Il problema vero, però, è sempre il solito.
Questi non sono lì perché qualcuno ha fatto una rivoluzione. Sono lì perché sono stati eletti.
Io temo che siano stati eletti perché rappresentano un bubbone, la punta dell'iceberg del peggio che gli Italiani hanno dentro di sé e, come ogni foruncolo, catalizzano un'infezione che, allo stesso tempo, dal foruncolo si estende.
Bisogna riuscire a curarla questa società se si vuole guarire, se non si vuole che muoia.
Io credo che siano necessarie robuste iniezioni di valori, di etica, di morale, di onestà e cultura.
Il fatto è che, già oggi, non è facile reperire questi farmaci sul nostro mercato.
domenica 6 settembre 2009
messaggio
scrivo a Simonetta Ronco, che non so come contattare altrimenti, per ringraziarla del suo cortese invito, solo che è indirizzato a tal Bagnara (Mario?).
Io, molto più semplicemente, sono Barlocco (Giovanni), come dichiarato anche nell'intestazione del mio blog.
Saluti.
domenica 5 luglio 2009
la partita del secolo
la definizione, non mia, può sembrare eccessiva, ma non lo è, se si pensa alla lunghezza delle carriere e al palmares degli atleti che mi hanno onorato della loro presenza ieri, alla presentazione del mio libro.
La cosa più bella, però, è che avevo intorno una ventina di Olimpiadi, una decina di Mondiali, svariati titoli Europei e scudetti, che se la ridevano e si divertivano con gli aneddoti della loro vita agonistica con l'entusiasmo di ragazzini.
Lo stesso entusiasmo che ha portato Eraldo in acqua, insieme a Luigino, a Filippo, a Sergio, a Federico, Stefano, Carlo, Roberto, Alfio, Roberto, Carlo e il sottoscritto.
Aggettivi calzanti per descrivere il tutto non ne trovo.
Ma un grazie di cuore ai compagni, agli avversari, ai grandi campioni e alle persone intervenute è d'obbligo; esteso, naturalmente, a quanti non ho rintracciato o non hanno potuto partecipare.
Anche a loro, grazie per aver contribuito a costruire quel mondo di sport che continua a sembrarci così bello nonostante tutta la fatica che ci costava.
Anzi, forse proprio per quello.
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